Scivola nel torrente e rimane incastrato Bimbo di dieci anni annega in colonia

Il piccolo è finito sott'acqua bloccato da un masso. È polemica sui soccorsi

Nadia Muratore

Alessandria Doveva essere una bella vacanza, con tanti amici e a contatto con la natura. Invece il campo estivo di Bosio si è trasformato in una tragedia per Leonardo Pecetti, un bambino nato e residente a Roma che, a soli dieci anni ha trovato la morte mentre stava giocando vicino ad un torrente. Secondo la ricostruzione dei soccorritori, il piccolo era seduto a cavalcioni su un masso quando questo ha ceduto di schianto ed ha iniziato a rotolare a valle, trascinando Leonardo fino ad uno corso d'acqua poco distante, un piccolo affluente del fiume Gorzente. Il bambino è rimasto incastrato con le gambe sotto la pietra, è finito sott'acqua e non è riuscito a risalire, morendo annegato. La tragica fatalità è accaduta nel parco Capanne di Marcarolo, in località Molino Nuovo di Bosio, al confine tra Piemonte e Liguria, nell'Alessandrino.

Per recuperare il corpo di Leonardo, i soccorritori hanno lavorato diverse ore, ben sapendo che più il tempo passava e più la speranza di trovare il piccolo in vita si facevano sempre più fievole. Inoltre la zona impervia e l'assenza di segnale telefonico e radio, ha reso difficile il sollevamento del masso e il recupero del corpo, estratto soltanto a tarda serata dai vigili del fuoco intervenuti da Ovada e Novi Ligure, con l'elicottero Vf Drago 66 e il Nucleo Sommozzatori. Il personale sanitario del 118 non ha potuto fare altro che constatare il decesso del bambino.

Leonardo Pecetti era in vacanza in colonia e l'incidente sarebbe avvenuto sotto lo sguardo terrorizzato dei suoi piccoli amici, tutti coetanei. «Fin da piccolo lo abbiamo educato al contatto con la natura. Era qui proprio per questo, per fare una esperienza nella natura» ha detto ai carabinieri di Novi Ligure la mamma di Leonardo, piangendo tutte le sue lacrime, arrivata velocemente da Roma non appena saputo dell'incidente. Proprio il giorno dopo la sua morte, Leonardo avrebbe dovuto riabbracciare i genitori, dopo una settimana di campo estivo organizzato da «Intorno al melo», una associazione culturale di Novi Ligure, per la promozione della pedagogia steineriana, che si fonda su una approfondita conoscenza della natura dell'uomo e delle sue fasi di sviluppo. Dopo la tragedia, l'associazione ha sospeso le attività.

Il campo si svolgeva alla baita sociale Mulino Nuovo, nel comune di Bosio: un ex Mulino, oggi di proprietà della Regione Piemonte, che lo ha ristrutturato e lo ha dato in gestione alle delegazioni del Cai della provincia, che la concedono in autogestione per brevi periodi a gruppi e associazioni: 25 posti nel verde, 700 metri di altitudine, con luce, acqua, gas e cucina. Un luogo ideale per promuovere l'escursionismo giovanile. Dopo la tragedia, l'area è stata interdetta ai turisti, mentre i carabinieri hanno eseguito tutti gli accertamenti del caso, ascoltando anche gli animatori dell'associazione e i bambini che hanno assistito alla tragedia, per ricostruire l'esatta dinamica dei fatti. La procura di Alessandria, sulla base degli accertamenti dell'Arma, ha aperto un fascicolo d'indagine.