"Scuole paritarie fondamentali ma il finanziamento va rivisto"

Il ministro dell'Istruzione: sì all'inclusione, nelle classi serve una proporzione tra studenti italiani e stranieri

Ministro Bussetti, lei ha difeso il ruolo fondamentale delle paritarie nel sistema di istruzione. Pensa di rivedere i meccanismi di finanziamento, ad esempio aumentando gli stanziamenti per chi chiede rette più basse ?

«Le scuole paritarie sono parte integrante del sistema nazionale di istruzione e svolgono un ruolo fondamentale, sancito dalla nostra Costituzione. Tuttavia è necessario rivedere il meccanismo di erogazione delle risorse destinate alle scuole paritarie con nuovi parametri. Andranno poi fatti accurati controlli sia per l'ottenimento sia per il mantenimento della parità scolastica».

Sui finanziamenti alle paritarie ci sono posizioni molto distanti all'interno del governo. Tra i Cinque stelle c'è chi vorrebbe chiuderle.

«Sulle paritarie l'orientamento dell'esecutivo è scritto nel contratto di governo. Occorre fare una riflessione sui costi che lo Stato dovrebbe assumersi con la cancellazione della scuola paritaria».

Anche questo inizio di anno scolastico si profila problematico. Sarà necessario chiamare 100mila supplenti, manca il dirigente scolastico in migliaia di istituti e il pasticcio dei diplomati magistrali non ha trovato una soluzione definitiva. La mancanza di chiarezza sull'autocertificazione per le vaccinazioni potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso?

«Dal mio insediamento siamo al lavoro, insieme a tutti gli uffici del ministero, centrali e periferici, per garantire un ordinato e regolare avvio dell'anno scolastico. In merito ai dirigenti scolastici, le reggenze sono e devono essere un fenomeno tampone. Per migliorare la situazione una volta per tutte è necessario fornire alle nostre scuole tutto il personale di cui hanno bisogno. Il concorso avviato a fine luglio è una prima e importante risposta a una questione di vecchia data. Intendo snellire la procedura concorsuale per consentire ai nuovi dirigenti di entrare in servizio quanto prima. In agosto il consiglio dei ministri ha autorizzato l'assunzione a tempo indeterminatodi 57.322 insegnanti. Cifre importanti, più alte dello scorso anno. Partiamo da qui poi dovremo rivedere le modalità di reclutamento del personale della scuola».

Ma i bambini non vaccinati saranno accettati a scuola? Come è possibile bilanciare il diritto allo studio e il diritto alla salute di tutti?

«Sono due diritti costituzionalmente garantiti che vanno contemperati. Nei prossimi giorni (giovedì prossimo, ndr) ci saranno degli incontri con le categorie interessate per risolvere la questione in un' ottica di collaborazione».

Quali saranno le direttive del ministero sul tema della presenza degli studenti stranieri? Pensa sia necessario evitare la concentrazione di alunni provenienti da altri paesi nelle classi?

«La scuola è il terreno naturale dell'inclusione e tutti gli studenti che la frequentano hanno diritto ad avere la migliore istruzione. Penso però che sia necessaria in ciascuna classe una proporzione tra alunni che hanno una conoscenza più avanzata della nostra lingua e alunni non madrelingua. Questo nell'ottica di assicurare a tutti un percorso formativo proficuo».

Si riuscirà a garantire la continuità didattica per i disabili?

«La piena inclusione scolastica degli studenti con disabilità è un impegno che ho preso ufficialmente, davanti alle Commissioni riunite di Camera e Senato e con le associazioni. Faremo ripartire a breve il corso di specializzazione per il sostegno. Abbiamo bisogno di personale preparato».

La Buona Scuola di Matteo Renzi: che cosa promuove e che cosa invece boccia?

«La Legge 107 ha creato danni irreparabili. In particolare sulle modalità di immissione in ruolo di decine di migliaia di docenti. L'operazione è stata concepita e gestita male, provocando l'allontanamento di molte persone a centinaia di chilometri da casa. Anche la chiamata diretta dei docenti risultava poco incisiva, per questo l'abbiamo sospesa».

Modificherà le regole per l'alternanza scuola lavoro?

«L'alternanza va ripensata e anche rinominata. Non deve essere un'esperienza solo di lavoro ma rappresentare uno strumento di orientamento per gli studenti utile al miglioramento delle proprie competenze. L'alternanza deve mettere gli studenti in contatto con le realtà del mondo del lavoro e delle imprese. In diversi casi questa esperienza formativa è stata snaturata, condizionando la qualità dei percorsi. Dobbiamo definire e condividere con chiarezza gli obiettivi generali alla base dell'alternanza e fornire regole precise e più chiare».

Quale ministro dell'Istruzione rimpiange?

«Ricoprire la carica di ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca è un compito delicato e di grande responsabilità. Volendo ricordare un ministro del passato che abbia dato un contributo importante al mondo della scuola, mi piace citare il nostro presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Dopo la fine del suo incarico a viale Trastevere, è rimasto molto legato al mondo della scuola dimostrando grande attenzione alla formazione dei giovani».

Commenti

fisis

Mar, 21/08/2018 - 09:14

Stiamo proprio freschi: il suo modello è un cattocomunista come Mattarella. Vuol dire che nella scuola italiana non cambierà nulla, anzi non potrà che peggiorare, seguendo quel modello.

diesonne

Mar, 21/08/2018 - 09:27

diesonne l'unica vero riforma della scuola è stata quella Gentile:con la repubblica abBAimo AVUTO L'ESTENSIONE SCOLASTICA ,MA PCO VERA CULTURA ED EDUCAZIONE SOCIALE:OGNI MINISTRO SUCCEDUTOSI HA AGITO A SUA PIACIMENTO CREANDO DIVSIONE TRA SCUOLA DI STATO E NON:NON CI SONO STATI PARITA' DI DIRITTO E DOVERI TRA LE DUE REALTA' E ANCORA CONTINUANO

giosafat

Mar, 21/08/2018 - 09:59

Non capisco quale sia il ruolo fondamentale delle scuole paritarie se non quello di aver drenato risorse, fino a metterla in ginocchio, alla scuola pubblica senza trascurare il fatto che il corpo insegnante è spesso privo dei requisiti richiesti, ed è un bel malloppo, a quello della scuola pubblica (abilitazioni, tirocini formativi, concorsi etc etc). Il fatto è che ormai la scuola sta perdendo il suo ruolo di istruzione e formazione disperdendolo in mille inutili ma luccicanti rivoli. Non se ne esce.

rokko

Mar, 21/08/2018 - 11:02

giosafat, forse non hai figli, per questo scrivi queste cose. Le paritarie fanno servizio pubblico, esattamente come le scuole statali e comunali, l'unica differenza è che il servizio è erogato da privati, ma i termini del servizio e tutto il resto sono definiti dallo Stato o dalle regioni. Spesso le paritarie forniscono servizi migliori rispetto alle corrispondenti pubbliche, e nel caso degli asili addirittura riescono ad offrire un servizio che il pubblico non eroga per nulla. Se non ci fossero le paritarie, o non avremmo quei servizi oppure lo Stato dovrebbe sopperire con le sue inefficienze, quindi costerebbe molto di più.

VittorioMar

Mar, 21/08/2018 - 11:35

..più che GIUSTO !!

brasello

Mar, 21/08/2018 - 12:12

Cosa avviene in Francia (patria dell'integrazione) quando arriva uno bimbo straniero: viene messo in una classe apposita, dove le sue conoscenze e la sua padronanza della lingua francese vengono valutate e adeguate alla sua età (ove possibile). quando si è raggiunto il livello necessario, viene inserito in una classe regolare di coetanei oriundi. così si consente al ragazzino di proseguire gli studi e integrarsi, e allo stesso tempo si garantisce agli oriundi di avere una istruzione decente. cosa succede da noi quando arriva uno straniero: viene inserito in una classe di coetanei senza sapere se parla italiano e quali conoscenze abbia. se necessario, si "stantuffano" dieci o più stranieri in una classe, così il programma scolastico manco viene iniziato. Chissenefrega.

adal46

Mar, 21/08/2018 - 13:14

L'ideologia di pancia vuole chiudere le scuole private o meglio paritarie. A parte che ne è legalmente consentita la gestione come DEVE essere nel rispetto dei diritti dei genitori, i VENTRILOQUI che parlano di pancia considerino anzitutto che lo stato chiudendo le paritarie deve affrontare una maggiore spesa di 7-10 miliardi di euro. Un posto in scuola statale costa alla comunità oltre 6.000 euro (circa il doppio delle paritarie PAGATE dai genitori) mentre il modestissimo contributo statale a queste credo non superi il 10%.

stefano751

Mar, 21/08/2018 - 16:18

Togliete le mani dalle paritarie. Pensate a far funzionare le scuole statali che sono da terzo mondo. In Italia va cambiato quello che c'è di marcio e voi volete cambiare quello che è buono. Ora si capisce perchè i grillini ogni giorno perdono centinaia di migliaia di voti. Non sapete governare dimettetevi tutti.