Se anche la democrazia Usa diventa un affare di Palazzo

Il senatore Cruz e il suo collega Kasich hanno fatto un «inciucio» alle spalle del compagno di partito Trump in corsa per la Casa Bianca. Lui: «Sono due disperati»

«Sono soltanto dei disperati e quello che fanno è anche illegale»: questa la reazione di Donald Trump quando è arrivata la notizia che il suo più feroce avversario, Ted Cruz (che chiama «Ted il Bugiardo») ha fatto quello che da noi si chiamerebbe un patto di desistenza con il governatore dell'Ohio John Kasich per dividersi i voti nelle primarie fra domani e il 3 maggio, in cinque Stati. Intanto, sul fronte democratico, botte da orbi: Bernie Sanders ormai si batte col coltello fra i denti e riesuma l'imbarazzante fantasma di Monica Lewinsky, la stagista famosa per la sua performance orale sul presidente Bill Clinton, marito di Hillary, nello Studio Ovale.

Il gioco si fa più di quanto sia mai accaduto in passato, quando una certa formale compostezza anglosassone veniva rispettata. Trump, che ha lunga esperienza di conduttore televisivo, dà spettacolo, imita Hillary Clinton fra gli applausi del suo pubblico, dicendo: «Ma ve la figurate una così alla Casa Bianca?» e prosegue con aggressività e baldanza. Kasich, colto dagli operatori televisivi in un «diner» mentre ingurgita maionese e lattuga, minimizza: «E che sarà mai? Mica è proibito. Io faccio campagna e non in altro uno E così farà Ted».

Questa operazione di alleanza per distruggere un candidato e non per conquistare un risultato positivo, viene definita benevolmente «teaming up», fare squadra. Ma non è considerata leale. Anzi. La notizia inonda i telegiornali e suscita fiumi di battute sui social network perché viola il principio, o l'illusione, che la competizione sia senza trucchi. Lo scandalo mette in mostra quel che rimane di un'antica innocenza americana perduta. La stessa che fa che apprezza di più uno sport rude come il football americano che il soccer europeo, considerato furbo e delicato. Il senatore repubblicano ed esperto costituzionalista Napolitano (molto diverso dall'omonimo italiano) ha garantito che no, non è proibito fare teaming up, è accaduto anche altre volte, ma la decenza imporrebbe almeno di non annunciarlo in pubblico. Il nome infamante per un tale imbroglio è infatti più duro. È «collusion», poco meno che un'associazione e per ingannare gli elettori.

Ted Cruz, senatore del Texas di origini cubane assolutamente invisibili, fa la voce grossa sostenendo che l'obiettivo non è ottenere una sua candidatura ma tagliare le gambe a Trump. Secondo Ted Cruz, «The Donald» a novembre perderebbe con percentuali a due cifre contro la Clinton. Ne fa dunque una questione di realismo che si scontra con il carattere di Trump che definisce un «cry baby and a sore loser», un moccioso che quando perde si mette a piangere. Ma il suo piano con Kasich, consiste nel fare più danni possibili a Trump in Stati come il New Mexico, la Pennsylvania e l'Indiana che da solo vale 57 delegati da spartire fra il primo e il secondo eletto (ogni Stato ha regole sue che fanno impazzire non soltanto i giornalisti stranieri). Secondo il sondaggio di Fox News, Trump guiderebbe ancora in Indiana con otto punti di vantaggio su Cruz con il quarantadue per cento, mentre Kasich racimolerebbe un ventidue scarso. Il fatto è che in questo momento. Negli Stati in cui si stanno per votare le primarie, i duellanti sono molto vicini e il margine d'errore nei sondaggi è dato al cinque per cento.

Un aspetto quasi comico della collusion fra Cruz e Kasich è che fino a qualche giorno fa il senatore texano prendeva a randellate il governatore dell'Ohio con cui ha fatto adesso alleanza, accusandolo di accordi sottobanco con Trump per essere vicepresidente. Queste cronache dimostrano che le elezioni presidenziali del 2016 tracimano rancore su entrambi i campi, anche se in campo democratico la Clinton corre pochi rischi. Una coalizione dichiarata soltanto per far cadere un candidato e non per farne vincere uno, non si ricorda nella storia degli Stati Uniti. Il fatto è che i temi che spaccano l'America e gli americani sono tanti e pesanti mentre una nuova generazione è emersa e chiede il potere. Ricordiamo solo che Cruz vorrebbe abolire l'IRS (il fisco) mentre Trump vuole abolire la Nato e serrare le frontiere. Bernie Sanders è definito ormai dai media come marxista, senza emozioni da caccia alle streghe. Il giurassico americano sta cedendo il campo a una nuova era e le scosse tettoniche si sentono.

Commenti
Ritratto di Situation

Situation

Mar, 26/04/2016 - 08:55

....solo Donald....il resto è fuffa e lo dice uno che ha vissuto per 14 anni negli USA