Se la giustizia non ha pietà neanche di un padre

Commentare la morte e le ragioni di chi sceglie il suicidio è immorale. Ma è successo

Questa giustizia non ha più pietà. Nemmeno nei riguardi di chi si uccide non perché colpevole, ma per amore di un figlio indagato. È il dramma di quanto accaduto ieri. Un padre si suicida per l'arresto del figlio. Vergogna? Dolore? Difesa? Non sta a noi giudicare. Lascia un biglietto nella sua auto con scritte poche parole: «La magistratura miope, a volte uccide». Il padre è un medico, il figlio è un farmacista accusato di traffico illecito di farmaci. Come tutti gli inquisiti è, fino al verdetto finale, un presunto innocente. La giustizia faccia il proprio dovere. Quello che invece non dovrebbe fare è commentare la morte e le ragioni di chi sceglie il suicidio. È immorale. Ma ieri è accaduto. Corrado Carnevali, procuratore capo della Repubblica di Monza, liquida tutto con quattro parole di troppo: «Ormai dicono tutti così. Non c'è altro da commentare». Era meglio il silenzio.

Qui non è in ballo la sorte giudiziaria del farmacista, c'è invece da cercare di capire come la giustizia abbia perso, in molti casi, il sentimento umano della pietà. Non c'è rispetto davanti alla morte. Non c'è quel minimo di empatia con un padre che non regge alle disgrazie del figlio. Sembra una giustizia incazzata, che guarda il mondo con il cinismo di chi si sente moralmente superiore, destinato per ruolo e toga a giudicare i vivi e i morti. C'è la giustizia che di fronte al mondo ha un solo sguardo, e quello sguardo sa di indifferenza. È qui allora il problema. È qui che tra gli italiani e i pm si è rotto qualcosa. È una giustizia lenta, una giustizia che condanna prima del processo, una giustizia che considera normale e non eccezionale la carcerazione preventiva, una giustizia che ha dimenticato il principio sacro e giuridico della presunzione di innocenza. Una giustizia che cala dall'alto, che accusa in nome di un'etica superiore, non più ad altezza d'uomo, ma in picchiata, dal cielo. Una giustizia senza pietà perde comunque. Sbaglia le parole. Non sa stare zitta. È irritante. Il dubbio è sempre quello: i magistrati vogliono cambiare gli italiani. Solo così si può interpretare la frase: dicono tutti così. Non importa che abbiano pagato con la vita le presunte colpe dei figli. «Dicono tutti così». Noi siamo tutti presunti colpevoli. È l'onere della prova capovolto. È l'ordalia. Sono la condanna e la pena prima della sentenza. È l'ultimo dogma della religione civile: l'infallibilità delle toghe. E gli altri? E gli italiani? «Dicono tutti così». Non c'è altro da commentare.

Commenti
Ritratto di fritz1996

fritz1996

Mar, 28/04/2015 - 16:18

Dura, senz'altro, la frase del pm: avrebbe fatto meglio a non pronunciarla. Ma buonista, direi veltroniano, il pezzo di Tramontano: non si può seriamente chiedere a un magistrato (e, se è per questo, a nessun essere umano) di identificarsi, come quel personaggio in odore di santità dei Fratelli Karamazov, con il dolore di tutto il mondo. Chi dice di farlo, di solito è solo un ipocrita, come quei politici che abbiamo visto fintamente tristi al funerale delle vittime del palazzo di giustizia milanese e che la sera prima sghignazzavano ilari alla prima di un film (per caso, proprio quello di Veltroni). Ai pm si può chiedere di essere corretti, di non usare la carcerazione preventiva per estorcere confessioni e di smetterla di chiedere condanne senza prove, ma non di essere dei santi.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Mar, 28/04/2015 - 17:12

Caro Tramontano, mi spiace doverLe dire che il Suo è un pessimo articolo. Certo, Carnevale poteva evitare di commentare il suicidio, la sua è sembrata un’uscita un po’ cinica. Però ha successivamente espresso cordoglio, e spiegato che comunque loro, i magistrati, non possono certo fermarsi davanti al rischio che gli imputati – o i loro familiari – si suicidino, o facciano altri gesti inconsulti. Del resto la carcerazione preventiva è prevista dall’ordinamento penale per pericoli di fuga, di turbamento delle indagini e di reiterazione del reato, non bisogna sempre aspettare la sentenza. Io non credo che i magistrati si divertano, se arrestano lo fanno perché c’è un motivo serio. Le persone, specie se innocenti, farebbero bene a difendersi invece di pensare al suicidio, che, anche a detta della Chiesa, è un grave atteggiamento irresponsabile verso sé stessi, verso Dio e verso gli altri.

fisis

Mar, 28/04/2015 - 18:46

Un poliziotto, a causa di un commento inopportuno sui social network, è stato sospeso e sottoposto al pubblico ludibrio. Un magistrato, che dovrebbe mostrare un ben maggiore equilibrio e serenità, può esternare le proprie opinioni aberranti, senza che nessuno osi profferire parola.

Antonio43

Mar, 28/04/2015 - 19:49

Non si è suicidato il presunto innocente, ma si è suicidato il povero padre. "Dicono tutti così" poteva essere riferito ad un condannato, sarebbe stato crudele ma almeno c'era una sentenza. Non la doveva pronunciare questa frase, subito avrebbe dovuto esprimere cordoglio, altrimenti doveva tacere, perchè egli, nell'esercizio delle sue funzioni, ha ritenuto di fare quello che la situazione richiedeva in quel momento e quindi era a posto con la sua coscienza Il fatto che lo abbiano rimesso in libertà, il figlio, aumenta la pietà verso questa brava persona e l'amarezza per come ha concluso una vita più che dignitosa. Sono innocente, mi devo difendere..... penso al povero Tortora!

conchito

Mar, 28/04/2015 - 20:15

dalle mie parti l'altro anno si è suicidato un padre dopo che due propri figli erano stati arrestati per flagranza di stupro in danno di una minorenne, vi assicuro che nessuno si è sognato di dare addosso ai giudici, meritevoli anzi di aver permesso di stroncare una catena di reati di tal genere precedentemente commessi. Questo per dire che i giudici vanno lasciati lavorare e, se si è sicuri della propria buona fede, attendere con fiducia è il meno che si possa fare.......

Anonimo (non verificato)

geronimo1

Mar, 28/04/2015 - 21:00

Si ricordi, Tramontano: la giustizia non ha un cuore!!! E' una macchina che si muove per convenienza e per politica.... In fondo la stessa giustizia si interpreta per gli amici e si applica per i nemici!!!!! Ricordiamoci solo Tangentopoli!!!!! Quanti suicidi fece fare il famoso "tintinnio di manette" che entrava in ambienti ai quali quel suono era completamente sconosciuto????? E Gardini, dai, "suicidatosi" in circostanze molto stranissime??? Ma chi ci ha creduto????

Ritratto di Zione

Zione

Mar, 28/04/2015 - 21:50

ASSASSINO è quell'ignobile "magistrato" p. m. (o chi lo comanda) che apre un'inchiesta senza che vi siano i necessari e abbondanti presupposti di Legge e subito arresta indefessamente (e in sovrabbondanza ...); e quindi monta un INFAME processo solo su traballanti indizi, per disgustante tornaconto Politico o per il SADICO piacere di portare un indagato sul Golgota; ma peggio ancora di costui, è il suo Vomitevole Compare ( o i suoi ...) che dall'alto della sua stolta Superbia, avalla tale Turpitudine e condanna senza prove; e rinnova così la Crocifissione di un Innocente. -- A. V. G. -- (Associazione VITTIME del mortale Giudiciume). -- (ruotologiu@libero.it)

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Mer, 29/04/2015 - 09:16

Ottimo Tramontano. E' stata decisamente una carnevalata. Al suo posto io avrei detto -mi inchino davanti a tanto gesto, che ci consegna il più sublime sentimento di amore che legava il padre allo sfortunato figlio- -riproduzione riservata- 9,14 - 29.4.2015

honhil

Mer, 29/04/2015 - 10:54

La cruda realtà è che la giustizia ha sostituito il gene del buonsenso con quello dell’ideologia e da questa mutazione genetica è nata l’ingiustizia.

Ritratto di kikina69

kikina69

Mer, 29/04/2015 - 11:57

quoto Fisis e quindi più che meravigliarmi della perdita del senso di pietà come è il focus dell'articolo parlerei di perdita di professionalità. Il giudice dovrebbe astenersi dal commentare eventi come questi oppure essere sospeso come il poliziotto. Perchè accanirsi con un poliziotto che ha espresso la sua libera opinione su facebook e minimizzare il comportamento di un magistrato che comunque dovrebbe esprimere equilibrio, imparzialità e misura?

Tuthankamon

Mer, 29/04/2015 - 12:15

La pieta' e' un concetto cristiano che viene rigettato da tutti quelli che contano e la nostra magistratura risale a costoro. Basterebbe l'umanita' (parente della prima ma non lo stesso concetto) che anche chi non crede dovrebbe considerare nel contesto dei principi giuridici per i pochi studi in materia che ho. Noto pero' che ci sono differenze abissali tra un magistrato e l'altro. Va detto che ora siamo al picco dei magistrati entrati in sevizio nella generazione successiva al (19)68! Ed appaiono ben indottrinati. Sara' un caso?? Speriamo nella generazione successiva ...

fisis

Mer, 29/04/2015 - 12:46

Ma siamo proprio sicuri che il Papa abbia fatto queste affermazioni? Se è tutto vero, ciò è davvero sconcertante. Siamo in piena deriva sociale, socialista e adesso femminista del Vaticano. Tutto nel solco conformista e dominante del politicamente corretto. Ma allora, portando alle estreme conseguenze le parole del Papa, perché negare alle donne il sacerdozio? Inoltre, è giusto difendere le donne, ma perché non dire una parola sui tanti padri a cui viene negato l'affidamento dei figli, quasi sempre assegnati alla donna? Ai padri viene spesso sottratta anche la casa in cui vivevano e vengono così ridotti in miseria. Ho visto tanti padri costretti a mendicare un pasto, vivere sotto un ponte o in una roulotte. La Chiesa cristiana non dovrebbe difendere l'essere umano al di là del suo sesso e, oltretutto, occuparsi un poco di più dell'anima, oltre che del corpo? O forse l'anima non esiste per questa Chiesa? O forse è scomodo parlarne in un mondo materialista?

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Mer, 29/04/2015 - 15:18

Un ingegnere non è l' ingegneria, un medico non è la medicina, un pittore non è la pittura, un avvocato non è l'avvocatura, un giornalista non è il giornalismo, un prete non è la religione, un meccanico non è la meccanica, etc.; smettiamola di identificare un magistrato con la Giustizia che è cosa che merita alto rispetto e non ha nulla da spartire con coloro che provano ad amministrarla, con esiti alterni, con successioni di risultati diversissimi tali da denotare la loro fallibilità. Anche in questo caso, quindi, non attribuite alla Giustizia il cinismo o la mancanza di pietà. Io ho insegnato parecchi anni, ma mai, per darmi importanza, mi sono autoesaltato identificandomi con l' istruzione o l' insegnamento. Evitiamo di renderci complici nella diffusione ancora di più di una convinzione gratuita e di tutto comodo.

gedeone@libero.it

Mer, 29/04/2015 - 15:20

Non è un caso che i primi commenti siano di sinistrati. Sono sempre i primi a postare quando si tratta di magistrati o di berlusconi.

Giorgio1952

Mer, 29/04/2015 - 18:48

Terzo invio : liberopensiero77 e fritz 1969 condivido in toto i commenti, Tramontano invece ha fatto il suo solito articolo fazioso anche con foto di una toga “rossa”. Nelle aule dei tribunali c’è scritto “La legge è uguale per tutti”, la realtà purtroppo dice che in Italia non è così, d’accordo che la carcerazione preventiva a volte è eccessiva, ma le persone se innocenti farebbero bene a difendersi nei processi non dai processi. Caro Tramontano lei usa la sua indignazione che non si manifesterebbe di fronte al suicidio, che non è mai una soluzione ai problemi, di un genitore di un piccolo spacciatore e non un libero professionista come il figlio indagato, il suo è un moralismo spicciolo dettato dalla visione della magistratura che ha il suo editore, le toghe non sono infallibili e la frase «Ormai dicono tutti così. Non c'è altro da commentare» è sicuramente infelice; da qui a definire la magistratura un cancro della società ce ne passa.

Pinozzo

Mer, 29/04/2015 - 18:49

Siete troppo prevedibili, bananioti. Qualunque pretesto per dare addosso ai magistrati, non riuscite proprio a trattenervi. La legge vi provoca l'orticaria.

squalotigre

Mer, 29/04/2015 - 19:45

michele lamacchia- quello che lei dice è giustissimo. Ma non sono i giornalisti ad identificare il singolo magistrato con la magistratura in generale e con la giustizia. A fare questa identificazione è in primo luogo il CSM che emette provvedimenti a tutela dei singoli magistrati quando vengono giustamente criticati per le loro paturnie ideologiche, per le loro sentenze aberranti e senza prove, che per tutti gli impiegati dello Stato sarebbero sufficienti per provvedimenti disciplinari seri fino al licenziamento e che invece, per i magistrati, costituiscono titolo di merito per la promozione. Se vuole le faccio una settantina di esempi, ma sono solo quelli che mi ricordo.

billyserrano

Mer, 29/04/2015 - 22:46

Condivido il pezzo di Tramontano. Ha centrato il nocciolo del problema. Quel magistrato con quel:< dicono tutti così>, ha fatto capire, che lui ha già scritto la sentenza e, forse anche la pena. E qui si capisce che manca la responsabilizzazione della magistratura, chi sbaglia paga, come tutte le altre professioni. Anche se loro (come ha giustamente detto Tramontano), si sentono dei missionari investiti dal Creatore.

Ritratto di Zione

Zione

Mer, 29/04/2015 - 23:32

Sento puzza di Giudiciume.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Gio, 30/04/2015 - 00:19

La dichiarazione cinica di Corrado Carnevali è emblematica del rapporto che predomina tra la magistratura ed i cittadini. Ormai hanno valicato il confine dell'indipendenza per vivere in uno stato autoreferente. Ostacolano le leggi del parlamento. Interferiscono con la sovranità delle istituzioni dello stato. Usano il potere giudiziario per abbattere gli avversari politici. Abusano della carcerazione preventiva usandola come TORTURA PSICOLOGICA. INFINE IMPIEGANO ANNI AD EMETTERE SENTENZE CONTRADDITTORIE. Occorre una seria riforma che riconduca la magistratura nel corretto alveo istituzionale.

Ritratto di centocinque

centocinque

Gio, 30/04/2015 - 08:25

Ve li immaginate i commenti se una frase così cretina fosse stata detta a proposito della strage al tribunale di Milano?

Tuthankamon

Gio, 30/04/2015 - 10:33

fisis ... credo che il suo commento si riferisse a un altro articolo ...

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Gio, 30/04/2015 - 11:46

Corrado Carnevali: per saperne di più, leggere in Wikipedia.

giovanni PERINCIOLO

Ven, 01/05/2015 - 09:54

«Ormai dicono tutti così. Non c'è altro da commentare». Non solo dicono, ma pensano quasi tutti cosi' "a volte" e sempre più spesso a ragion veduta!

Ritratto di makisenefrega

makisenefrega

Ven, 01/05/2015 - 10:04

Al contrario di quello che afferma liberopensiero che mi sembra liberale a intermittenza, o meglio, quando è conveniente esserlo, l'articolo è molto bello e mi complimento. In quanto al carcere preventivo, basti pensare che quasi la metà dei carcerati aspettano di essere giudicati ed è la percentuale più alta tra tutti i paesi Europei. Ci chiedono il reato di tortura... e questa cos'è? Se dovessimo elencare tutti coloro che sono finiti in carcere immotivatamente, beh, si potrebbe stilare un volume grosso come la Bibbia.

Enzovecchio

Ven, 01/05/2015 - 11:50

I nostri magistrati sono delle divinita' pagane. E gli dei pagani non possono avere pieta'. Come i nostri magistrati,hanno diritto alla cieca obbedienza e sono intoccabili. Nulla di strano che questo mostro di procuratore abbia vissuto lo strazio mortale di un padre come una fastidiosa ingerenza alla onnipotenza della magistratura.

jeanlage

Ven, 01/05/2015 - 12:45

Questo suicidio è stato un atto pubblico. Perché è immorale commentarlo pubblicamente?

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Ven, 01/05/2015 - 13:43

Mi sembra evidente che i sedicenti liberali come makisenefrega sono contro lo Stato di diritto, e contro la magistratura che applica le leggi (fatte dai politici), cioè, sostanzialmente, sono fuori dalla tradizione liberale. Una cosa è evidenziare la necessità di riformare il sistema giudiziario, e un'altra cosa è invece mettere in ogni occasione sotto accusa la magistratura, delegittimando l'istituzione, e finendo per giustificare l'illegittimità e la criminalità.

Ritratto di makisenefrega

makisenefrega

Ven, 01/05/2015 - 20:43

Eh no, troppo comodo uscirtene così carissimo. Vatti a rileggere la custodia cautelare di Cosentino e dell'Amministratore delegato di Fastweb. Non mi interessa entrare nel merito se colpevoli o innocenti, ma vatti a rileggere le carte e dimmi le motivazioni della custodia cautelare. E questi sono personaggi famosi e fanno notizia, invece la maggior parte degli abusati sono cittadini che manco un avvocato si possono permettere. Questa è tortura, ma per te è stato di diritto. Menomale che lo dicono insospettabili che non possono essere definiti fascisti o illiberali, come i radicali. Taci va.

Ritratto di Sergio Sanguineti

Sergio Sanguineti

Ven, 01/05/2015 - 22:02

E' la più lampante dimostrazione della criminalità sistemica serpeggiante nella ormai cristallizzata magistratura di questa repubblica anarchica.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Sab, 02/05/2015 - 11:17

@makisenefrega, non mi interessa esaminare il singolo caso di eventuale malagiustizia, che può capitare in tutti i Paesi. Mi interessa osservare il sistema nel suo complesso. E qui noto grosse incongruenze nella cultura di centro-destra. Da un lato si dice sempre che i giudici sono buonisti e permissivi, che mettono fuori dal carcere troppo facilmente i delinquenti, ecc. (e qui posso convenire, il sistema penale è piuttosto permissivo). Dall'altro si dice che invece i giudici sono indifferenti, non hanno pietà e si sentono infallibili, con eccessi beceri di intendere tutti i magistrati come toghe rosse, fino ad inneggiare a quelli che sparano nei tribunali, com’è successo a Milano. E in questa cultura di attacco alla magistratura ci sguazzano tanti (a commento di questo discutibile articolo c’è “zione”), un po’ a seguito di un certo berlusconismo, un po’ a causa di una cultura anti-fiscale e antigiuridica in genere.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Sab, 02/05/2015 - 11:18

@makisenefrega, da quando poi sei diventata radicale? I radicali criticano (spesso giustamente) l’eccesso di custodia cautelare, ma sono anche a favore dei diritti umani in genere. Sono cioè a favore di divorzio, aborto, eutanasia, libertà religiosa e immigrazione. Siete d’accordo su questi temi anche voi leghisti? Per concludere, è necessario com’è noto riformare il settore della giustizia, ma per renderlo più efficiente e spedito, non certo per mettere in circolazione tutti i delinquenti, in questo non condivido le battaglie troppo buoniste dei radicali. Criticare singoli casi di eccesso di custodia cautelare non dev’essere un modo per delegittimare i magistrati nella loro azione, né tantomeno per fare della becera cultura antigiuridica, in un periodo (vedi le devastazioni successe a Milano in occasione dell’Expo) in cui certa gente andrebbe messa in galera senza se e senza ma.