Gli sfollati furibondi invocano Autostrade «Ricostruzione a loro»

Fabrizio Boschi

Finché sono i politici a dare a Danilo Toninelli dell'incompetente, la notizia lascia il tempo che trova. Ma quando a scagliarsi contro il ministro delle Infrastrutture, e sull'intero governo, sono le persone comuni, coloro che a parole i signori del Movimento cinque stelle dicono di voler aiutare, ma che in verità danneggiano ogni giorno con le loro folli decisioni, allora c'è da crederci.

A Genova (come era prevedibile) sta succedendo un casino. Sono passati due mesi dalla strage del ponte e ancora tutto è in alto mare. Solo tante, tantissime, parole. Non c'è uno straccio di progetto, non ci sono risarcimenti concreti, non ci sono alloggi sufficienti per tutti gli sfollati. E, infatti, sono proprio questi ultimi a lamentarsi.

«In questi mesi abbiamo incontrato il ministro Toninelli e sentito il premier Conte, ma siamo delusi perché ci avevano detto che ci sarebbe stato in breve tempo un decreto, una soluzione per Genova, ma è stato un parto confuso e pasticciato, che non ha portato soluzioni, è andata buca la prima, ora non dite bugie», si sfoga il portavoce del comitato degli sfollati di via Porro a Genova, Franco Ravera, su Rtl 102.5. La manifestazione di lunedì in piazza, con residenti e commercianti della Valpolcevera, era «un grido di aiuto dell'intera Valpolcevera dove a oggi ci sono ancora 258 famiglie in difficoltà, siamo una comunità in ginocchio». Ravera chiede di cambiare il decreto Genova perché dentro non ci sono «le misure chieste da Genova. Per gli sfollati non ci sono sicurezze. Rischiamo di star fuori casa per anni».

Il portavoce aggiunge che quella di lunedì «è stata una manifestazione di estremo disagio per ciò che vive Genova». Quello che i grillini, autodefiniscono il governo del cambiamento, su Genova sta commettendo degli stessi errori dei governi del passato. «Noi siamo un comitato apartitico, abbiamo incontrato tutti i partiti che avevano intenzione di incontrarci e devo dire a Toninelli un grazie perché comunque si è presentato ben due volte, ci ha messo la faccia, si è reso disponibile. Però non applaudiamo nessuno se vengono a fare la passerella perché spesso e volentieri sono solo passerelle. Applaudiremo solo a resoconto avvenuto degli impegni presi. Io credo che su Genova ci sia un forte scontro ideologico a livello romano che ha delle forti ripercussioni genovesi. Per Genova sarebbe stato meglio se fosse stata data ad Autostrade la realizzazione del ponte».