Il silenzio dei colpevoli

Hanno perso la parola, e pure finito l'inchiostro. I giornalisti maestrini di etica che per anni hanno puntato il dito contro di noi «macchina del fango» tacciono di fronte alla notizia del rinvio a giudizio loro e dei loro direttori. Di più. La Repubblica e Il Fatto, pronti a sbattere in prima pagina ogni starnuto di pm, continuano a nascondere ai loro lettori e all'opinione pubblica una notizia non da poco, cioè l'inchiesta sul dossieraggio ai danni dell'ex vicecapo della polizia Nicola Izzo, costretto alle dimissioni dopo una campagna stampa basata su falsi, veline interessate e schifezze di vario genere.
Altro che «metodo Boffo». Sull'allora direttore di Avvenire noi pubblicammo una notizia vera (la condanna per molestie telefoniche a sfondo sessuale) e una inesattezza (negli atti processuali non c'è riferimento a vicende omosessuali) per la quale chiedemmo scusa. Ezio Mauro, direttore della Repubblica, e Antonio Padellaro (direttore del Fatto) non solo hanno pubblicato notizie false ma non hanno neppure ammesso i loro errori, né con i lettori né con il diffamato. Ma si sa, loro sono maestri di giornalismo, ma soprattutto di doppia morale. Quello che vale per gli altri non vale per loro. Un'ultima osservazione. Nessun sito dei grandi quotidiani e nessun Tg ha ripreso la notizia di questa vicenda pubblicata ieri da noi in esclusiva (titolo: «La vera macchina del fango: a processo 11 giornalisti»), né il solerte Ordine dei giornalisti ha sentito il bisogno di dire la sua. Distrazione o omertà di casta? Coraggio, colleghi, parliamo un po' di noi come ai bei tempi del caso Boffo. O no?

Commenti

elgar

Dom, 13/07/2014 - 08:45

Come lo stesso Sallusti fu condannato (poi graziato) per un articolo peraltro non scritto da lui sol perché era il Direttore mi pare giusto che vengano a loro volta puniti i Direttori di queste testate. Così pure per i giornalisti autori degli articoli. Altro che giornalismo d'inchiesta. Non solo. Izzo dovrebbe chiedere un risarcimento per danni morali agli stessi.

Gianfranco Rebesani

Dom, 13/07/2014 - 08:55

Chiedo scusa, ma Ezio Mauro non è quello che fustigò, condannò e chi più ne ha più ne metta, l'ex ministro Scaiola per un appartamento acquistato ( a sua insaputa per una consistente cifa; infatti è stato assolto successivamente dalla Magistratura)in quel di Roma, senza alcuna evasione fiscale,mentre l'ineffabile Mauro ha minimizzato e addotto delle giustificazioni peregrine, accettate però da tutto l'ambaradan della sinistra come buone,per un'evasione fiscale, sempre per l'acquisto di un appartamento,di circa novecento milioni? Padellaro complice Travaglio, che ha sommerso di fango una quantità considerevole di persone risultate anch'esse innocenti e assolte successivamente? Ora una domanda maliziosa. E' vero, Il Messaggero ai tempi in cui era direttore l'attuale direttore del TG1 non era "all'altezza" dei due quotidiani diretti dai succitati personaggi nell'infangare i non graditi, ma nel minimizzare certe avventure non proprio cristalline del proprietario del quotidiano che dirigeva e, mi risulta, anche di quanto Mauro e Padellaro vengono oggi accusati, non viene citato. Direttore, una semplice "dimenticanza" ?

Ritratto di Uchianghier

Uchianghier

Dom, 13/07/2014 - 09:59

Direttore non c'è nulla da fare questi signori hanno la faccio come il cu ore. Quando moriranno saranno mandati direttamente nel terzo girone dell'inferno.

buri

Dom, 13/07/2014 - 11:55

già gli antichi romani, che erano persone serie, non come quelli di adesso, dicevano che ripetere le cose serve, così ripeto, spero che non finisca in barzelletta e che i signori (?) maestri in diffamazione siano condannati a risarcire la vittima delle loro azioni, per i danni morali e materiali, inoltre un periodo di galera non farebbe male alla loro salute

ocaaaa

Dom, 13/07/2014 - 14:05

Sallusti smettela di dire le cavolate. Se nessun giornale o TG ha dato notizia della tua "scoperta" il giorno prima e' perche tutti sanno che tu non sei giornalista. Solo tu pensi di esserlo. Il metodo Boffo praticamente ti ha messo nudo come mamma ti fece. Cioè' che non sei giornalista ma solo servo diffamatore.