La storia si ripete: le liti e l'onta francese da lavare

Giolitti dichiarò guerra ai turchi. Con la disfatta di Adua e "il "furto" della Tunisia da vendicare

Nel 1911 Giovanni Giolitti, capo del governo, doveva fare fronte a due opposti estremismi, socialisti e nazionalisti. Dopo avere ammorbidito i primi con alcune riforme, si occupò degli altri. I nazionalisti pretendevano che l'Italia incassasse un'ipoteca diplomatica che l'Italia aveva sulla Libia, e nel settembre del 1911 venne dichiarata guerra al sultanato di Costantinopoli, ovvero alla Turchia. Avremmo conquistato uno «scatolone di sabbia», come dicevano gli oppositori dell'impresa: non si sapeva ci fosse il petrolio, ma era pur sempre una consolazione per la sconfitta di Adua e la perdita della Tunisia, che la più abile diplomazia francese aveva saputo conquistare senza combattimenti. (Ci ricorda qualcosa accaduto di recente?).

Come tutte le guerre coloniali, l'impresa fu gradita alla maggior parte dell'opinione pubblica. L'impero e le colonie, nella mente dei più, dovevano rappresentare un rimedio alla tragedia dell'emigrazione: oltre 600mila italiani che ogni anno, nel primo decennio del secolo, prendevano la via dell'estero. Persino il mite Giovanni Pascoli pronunciò, dal palco del teatro comunale di Barga, il celebre discorso «La grande proletaria si è mossa». La conquista avrebbe aggiunto alle verdi, ma lontane, colonie eritree e somale un territorio di oltre 1.800.000 chilometri quadrati (oltre cinque volte l'Italia), popolati da appena 800mila abitanti. Il territorio abitabile era pari alla Lombardia e al Piemonte uniti, ma Cirenaica e Tripolitania erano lontane fra loro, con comunicazioni molto difficoltose.

Anche gran parte dei cattolici ebbe un trabocco di passione nazionale, vedendovi una lotta contro l'infedele. L'Osservatore romano dovette ricordare che la guerra era «un affare assolutamente politico, al quale la religione, come tale, rimane perfettamente estranea». Se la religione non c'entrava, c'era in ballo parecchio denaro: circa ottanta banche cattoliche avevano molti interessi nella finanza, nel commercio, nell'industria, nelle assicurazioni, e avrebbero tratto vantaggio dal conflitto. La più importante, il Banco di Roma aveva interessi rilevantissimi in Libia, e aveva addirittura promosso la guerra manovrando con il governo e con gli industriali.

A opporsi all'impresa fu una minoranza: per esempio Gaetano Salvemini, storico, socialista, meridionalista, e Benito Mussolini, che già alle prime avvisaglie di guerra aveva scritto: «Se la patria menzognera finzione che ormai ha fatto il suo tempo - chiederà nuovi sacrifici di denaro e di sangue, (...) la guerra fra le nazioni diventerà allora una guerra fra le classi»; insieme al futuro capo socialista Pietro Nenni, all'epoca repubblicano, per protesta si sdraiò sui binari della ferrovia, iniziativa che costò a entrambi diversi mesi di carcere. All'opposizione c'era anche il giovanissimo mazziniano Italo Balbo.

Il conflitto durò circa un anno, molto più del previsto e del prevedibile: «Ho sempre dovuto falsificare i bollettini degli scontri in Libia - confidò in privato Giolitti -, per non dimostrare che si vinceva solo quando si era in dieci contro uno». La guerra costò, secondo i dati ufficiali, 512 milioni: una cifra spropositata. Anche i socialisti riformisti pagarono caro il loro appoggio all'impresa: al congresso di Reggio Emilia del luglio 1912 la corrente riformista fu spazzata via dai massimalisti e Mussolini ottenne la direzione dell'Avanti!, il suo trampolino di lancio.

L'abbandono in cui venne tenuta la colonia nei primi dieci anni aveva ridotto la reale occupazione italiana a pochi chilometri quadrati: il resto del Paese era controllato dai «ribelli», raccolti attorno all'ordine religioso dei senussi, che combattevano una guerriglia estenuante e continua. La «riconquista» avvenne sotto i governatorati militari e fascisti - di De Bono (1925-29) e di Badoglio (1929-33), soprattutto a opera di Rodolfo Graziani, in Libia dal '21, comandante delle truppe dal '30 e vicegovernatore della Cirenaica dal 1932. La crudeltà di Graziani fu tale da inficiare molto l'immagine di un popolo italiano buono e amichevole verso i popoli che avrebbero dovuto riceverne la civiltà. Balbo ristabilì buoni rapporti con la popolazione, con un governo tollerante. Non riuscì, invece, a trovare il petrolio, che pure fu cercato tenacemente. Le nostre trivelle non arrivavano abbastanza in profondità, come avrebbero fatto nel secondo dopoguerra quelle americane.

Sarebbe cambiata, la storia, se lo avessimo trovato? Probabilmente no: divenendo ancora più importante quel fronte, dal 1940 gli angloamericani avrebbero messo ancora più impegno a vincere lì, come avvenne.

@GBGuerri

Commenti

ClaudioB

Sab, 29/07/2017 - 10:51

Egregio dott. Guerri, mi permetta di puntualizzare. Il petrolio fu trovato prima dagli Italiani. Nel 1931 Ardito Desio, (sì, lo stesso del K2) facente parte di una spedizione geologica nel Sahara, trovò il primo petrolio in Libia. La figlia di Desio conserva ancora una bottiglia piena di quel primo petrolio. Poi se eravamo privi delle necessarie attrezzature e per estrarlo è un'altra storia. Ossequi.

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bingo bongo

Sab, 29/07/2017 - 11:18

LA "CONQUISTA" DELLA LIBIA CI COSTO UNA CRISI ECONOMICA CHE REGALO' L'ITALIA AL SOCIALISTA BENITO MUSSOLINi. AD OGGI LA FRANCIA DELL'EX DELFINO DEL SOCIALISTA HOLLANDE,MACRON, CE LA STA SOFFIANDO DA SOTTO IL NASO GRAZIE AL PARTITO DEL DANARO. L'ITALIA E' TALMENTE ABITUATA AD ESSERE STATO VASSALLO DA DIMENTICARE CHE L'UNICO POPOLO EUROPEO A RESISTERE ALL?IMPERO DI ROMA FURONO I SCOZZESI CON LA LORO MURAGLIA. ADESSO,GRAZIE SOPRATTUTTO ALLA SALAMELLA PRODI, SIAMO DIVENTATI UNA DEPANDANCE FRANCESE DELLO SPOSO BAMBINO DI FRANCIA. WWW.NOPECORONI.IT WEB E TWITTER

buri

Sab, 29/07/2017 - 11:51

"parenti serpenti" vale anche per i x0sidetti cugini, i francesi guardano sempre all'Italia dall'alto in basso, un museo da depredare abitate da analfabeti imbelli, genericamente chiamati "i macaroni"

joc3ki83

Sab, 29/07/2017 - 13:37

Confermo , anch'io ricordo che Ardito Desio trovò il petrolio in Libia negli anni trenta . Ovviamente viene ricordato quasi esclusivamnte come il capo spedizione sul K2 negli anni cinquanta. Certo che fece un gran regalo ai Libici , visto che sotto Gheddafi la Libia per reddito procapite era il primo paese Africano addirittura davanti al SudAfrica .- Cordiali saluti da Aldo

investigator13

Sab, 29/07/2017 - 13:49

cmq oggi l'Italia in Libia si trova in una posizione migliore rispetto alla Francia e ciò che conta adesso. la Francia lasciamola rosicare e vediamo cosa uscirà dal cappello di cilindro di Macron.

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Dreamer_66

Sab, 29/07/2017 - 14:49

A quei tempi eravamo noi italiani le "risorse"...

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elkid

Sab, 29/07/2017 - 14:56

----nel dopoguerra cosa successe?---è dal 1950 che gli occidentali tentano di balcanizzare la libia dividendola in 3---la cirenaica agli inglesi--il fezzan ai francesi e la tripolitania all'italia--tutto sotto la supervisione degli stati uniti---questo per dire di come la libia non è mai stata lasciata in pace---il fatto che oggi pur quasi divisa come da antichi progetti--proprio dal caos del paese partano gli imponenti flussi migratori che portano il caos in europa -tutto ciò è un fantastico karma di ritorno---meritiamo di essere travolti dall'unica arma a loro disposizione--la demografia---swag ganja

Antonio43

Sab, 29/07/2017 - 15:42

Fantastico karma di ritorno, sì, perché ce ne fu uno di andata. Adesso gli piacerebbe essere travolto dall'unica arma a loro disposizione. Ci vede bene lui, tutti, in massima parte, giovani e forti, si capisce a quale arma allude. Ha bevuto una vodka di troppo o sta pensando al salto nell'altra sponda. "Poraccio"!

Ritratto di elkid

Anonimo (non verificato)

mariolino50

Sab, 29/07/2017 - 17:49

bingo bongo Il muro scozzese si chiama vallo di Adriano, e fu fatto dai romani per ordine di quel grande imperatore. I pitti potevano essere trucidati tutti, ma non c'era niente che valesse la pena, il whisky non era ancora stato inventato, a quei tempi nemmeno le pecore c'erano.

Ritratto di elkid

elkid

Sab, 29/07/2017 - 20:04

----Antonio43---non passa un commento di ordine psichiatrico----vai da uno bravo---il meccanismo di proiezione mi svela i tuoi pensieri reconditi---