Studiare, dimagrire, più sport. I (falsi) propositi per il 2015

Un sondaggio svela quali sono le buone intenzioni degli italiani per l'anno nuovo. Che ipocriti: è la lista di ciò che non ci piace fare. E non faremo mai

Ah, i propositi per l'anno nuovo! Secondo un sondaggio sempre i soliti dell'anno scorso, tristissimi, sfigatissimi: mangiare più sano, smettere di fumare, fare più sport, addirittura imparare un'altra lingua (per farci cosa non si sa, non si riesce neppure a parlare la nostra). Praticamente un incubo. Solo bere meno alcol ha un misero 1%, l'altro 99% spero fosse troppo ubriaco per sentire la domanda.

Che poi uno si chiede: come puoi proporti per il nuovo anno quello che non riesci a fare neppure il giorno dopo? E che proprio non hai voglia di fare. È come l'ultima sigaretta raccontata da Italo Svevo: da domani non fumo. Intanto oggi un pacchetto di Marlboro, grazie.

Tanto è la sfiga della vita: tutto ciò che fa bene, fa schifo. Viceversa i dolci fanno male. L'alcol fa male. Fumare fa male. Starsene stravaccati sul divano a guardare The walking dead fa male se prima non sei diventato un morto vivente tu sudando due ore in palestra. Una curiosità: i buoni proponimenti sono rigorosamente all'insegna del naturale. Sebbene i geni del nostro Dna siano tarati ancora sulle esigenze di milioni di anni di evoluzione: ingerire più calorie possibile e, almeno per i maschietti, dissipare il proprio seme il più possibile.

Qualcuno ci prova davvero, tipo questi sessantenni che corrono per strada con la lingua di fuori. Ditemi voi se sono il ritratto della salute, quando li vedo mi viene voglia di chiamare l'ambulanza. Insomma, non ci credo, volete davvero passare il nuovo anno a correre come dei disperati? Io per esempio ho sempre pensato: riesco a correre solo se mi rincorrono. Vittorio Feltri, maestro di buon senso, mi ha battuto: anche in quel caso, mi ha detto, preferisco farmi prendere.

A me, sinceramente, farebbero un po' impressione queste risposte da Centro Benessere. Se non sapessi che sono false, è un modo come un altro per neutralizzare il senso di colpa. In realtà i propositi del nuovo anno sono l'alibi di fine anno: posso bere, fumare, mangiare quanto voglio fino al 31 dicembre. È un confessionale taroccato, anticipato, postdatato: ormai quest'anno è andato, l'anno prossimo giuro che mi pento.

Nel gruppo c'è perfino un 5% che vorrebbe passare più ore in famiglia e con gli amici. E perché non ce le passa da subito? Magari gli amici sono noiosi e la famiglia peggio ancora. E nel paese delle scappatelle e dei tradimenti coniugali, nessuno che dica: voglio passare più ore con l'amante? Un altro dato sconfortante: solo il 2% vuole guardare meno televisione. Fino al cenone proprio non riescono a smettere. E significa che al 98% la tv gli va bene così com'è, con Benigni e Fabio Fazio e politici vari e compagnia bella, sempre la stessa.

Caso strano, poi, i sondaggi li fanno sempre agli altri. A me mai nessuno è venuto a chiedere niente, stanno alla larga, quindi sono costretto a chiedermelo da solo: quali sono i miei propositi per il nuovo anno? Mi propongo di impegnarmi per scrivere un altro capolavoro. Di giocare più ore con la Playstation. Di sostituire alcuni amici di cui non ne posso più con altri più interessanti, tipo diventare amico di Richard Dawkins e Stephen Hawking e trascorrere tante piacevoli serate a parlare di scienza. E se poi volessi essere sessualmente salutista, cosa dovrei fare, avere tra i miei sogni erotici Licia Colò? No, mi dispiace, il mio fermissimo proponimento per il prossimo anno è incontrare e sposare Sasha Grey, magari a Las Vegas. E anche farle imparare una nuova lingua, l'italiano, perché parlarle in inglese mi fa troppa fatica.