Il tramonto del Pd in Sicilia. Adesso si allea con il centrodestra per non scomparire

Nei comuni dove si vota il prossimo 28 aprile, il Pd non c’è o si è alleato con il centrodestra per non scomparire definitivamente

Cinque anni fa il Pd era un partito in ascesa, usciva vittorioso dalle elezioni europee e si avviava ad una nuova stagione politica. Adesso i giochi sono cambiati e al tavolo da gioco, il Pd non può dettare nessuna regola.

I comuni siciliani che andranno al voto il prossimo 28 aprile sono 34 e in molti centri il Pd non si è presentato, oppure, ha preferito allearsi con la coalizione del centrodestra in una sorta di "Patto del Nazareno" in salsa siciliana per evitare di perdere altro consenso elettorale. Una situazione a macchia di leopardo ma che fotografa lo stato dell'arte del partito guidato in Sicilia da Davide Faraone, renziano della prima ora. Il Pd in Sicilia appare dilaniato dalle frizioni interne e ancora incapace di riprendersi dalla botta politica. Una situazione che i vertici conoscono bene consapevoli che un ulteriore passo falso non è permesso. Per evitare di scomparire si può anche scendere a compromessi, com'è successo a Gela. L'idea dei Dem è di convergere sul profilo di Lucio Greco, sostenuto da pezzi di Forza Italia. A Bagheria nelle intenzioni del Pd dovevano riprendersi la città, dopo cinque anni di governo pentastellato, ma alla fine i dirigenti dem hanno deciso di convergere su Filippo Tripoli, che alle regionali era candidato con i Popolari e autonomisti.

A Monreale addirittura il Pd è scomparso, alle prossime elezioni si sfidano 8 candidati sindaci e nessuno si presenta con il partito democratico. Chi cinque anni fa aveva sostenuto il Pd, adesso ha preferito convergere in una più comoda lista civica. A Caltanissetta dopo la mozione di sfiducia presentata nei mesi scorsi dal Partito Democratico proprio nei confronti del sindaco, i dem sosterrà la candidatura di Salvatore Messana che corre con il gruppo Progressisti per Caltanissetta, Caltanissetta Riparte e Proviamoci. A Castelvetrano, qualche settimana fa l'operazione Artemisia ha portato all'arresto di Luciano Perricone che, poco prima, aveva annunciato la propria candidatura a primo cittadino. Adesso gli aspiranti candidati sono in sei, il Pd ha deciso di appoggiare Pasquale Calamia. A Mazara del Vallo il Partito democratico, o almeno una parte, scommette su Pasquale Safina, sessantenne consigliere comunale uscente.

La frammentazione e la preoccupazione di scomparire rischiano di creare confusione nell'elettorato medio. Un rischio che lo stesso ex sindaco di Ustica, Attilio Licciardi oggi componente dell’assemblea nazionale del Pd, avverte per i suoi uomini. "Il popolo del centrosinistra è stanco di dovere accettare coalizioni e uomini indigeribili in nome di quella “realpolitik” che ci ha distrutto. Basta al partito “autobus” dove si sale per essere eletti e si scende alla prima occasione. Rispetto per gli iscritti, i militanti e gli elettori del centrosinistra. Solo così possiamo ripartire nei nostri territori". La data del 28 aprile si avvicina ma nella sede siciliana del Pd si avverte un timore fondato per l'esito della tornata elettorale.

Commenti
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mortimermouse

Sab, 13/04/2019 - 18:20

toh proprio quello che non avrebbero mai pensato, i babbei comunisti... :-)

rigampi51

Sab, 13/04/2019 - 22:31

Cos'è questa buffonata? Come previsto Berlusconi è pronto a unirsi col PD per evitare che FI e PD spariscano Bravo Salvini, meno male che hai mollato il Berlusca, ma ora devi mollare anche il M5S

mcm3

Dom, 14/04/2019 - 07:22

Di che vi scandalizzate, riflettono il modus operandi di Berlusconi e Forza Italia,il famoso INCIUCIO, con la differenza che loro sono al 20% e Forza Italia non arriva al 9, siete voi che rischiate l'estinzione non il PD, non oso pensare che bella accozzaglia tra PD, Forza Italia, la Meloni..tuuti con le stesse idee politiche ed gli stessi principi, tutti votati esclusivamente al ben del paese, nessuno alla poltrona od ad interessi personali..