Trump e Kim fanno la Storia: incontro e patto sul nucleare

Washington e Pyongyang si impegnano a costruire nuove relazioni e per la completa denuclearizzazione

Una stretta di mano e l'impegno di una Corea del Nord senza bombe atomiche: così Donald Trump riscrive il corso della storia. Il vertice di Singapore, il primo tra un presidente americano e un leader nordcoreano, può considerarsi un successo soltanto per il fatto che è avvenuto. E si è concluso con la firma di un documento in quattro punti con il quale Washington e Pyongyang si impegnano a costruire «nuove relazioni», a lavorare «verso la completa denuclearizzazione della penisola», facendo sforzi congiunti per «costruire una pace duratura e stabile». E infine per il ritorno dei resti dei soldati Usa morti nella guerra di Corea, il tutto con «garanzie sulla sicurezza» da parte degli Stati Uniti.

La sperata chimica tra The Donald e Kim alla fine sembra esserci stata, tra strette di mano e pacche sulle spalle. Con il giovane leader «risolveremo un grande problema», esulta Trump tra il faccia a faccia durato circa 40 minuti, il bilaterale allargato a una ristretta rappresentanza delle delegazioni, e il pranzo di lavoro. Si è «instaurata una eccellente relazione - continua - Abbiamo fatto molti progressi, l'incontro è andato meglio di quanto chiunque potesse aspettarsi». «Abbiamo deciso di lasciare il passato alle spalle», gli fa eco il dittatore, precisando che «il mondo vedrà un grande cambiamento». Al termine del summit, il Commander in Chief promette che gli Usa sospenderanno le esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud, che «sono molto costose e provocatorie». Le sanzioni invece per ora rimarranno in vigore. Kim, da parte sua, assicura «il suo fermo impegno a completare la denuclearizzazione della penisola», e Trump si aspetta che si muova «molto rapidamente» per smantellare l'arsenale nucleare del regime. La settimana prossima il segretario di stato Mike Pompeo e il consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton si incontreranno con i funzionari di Pyongyang per procedere sul programma di attuazione dell'accordo. E Trump spiega che «in futuro, quando sarà il momento, inviterà Kim alla Casa Bianca, e lui ha già accettato». Gli scettici frenano l'entusiasmo, ricordando che la Corea del Nord in passato ha preso impegni simili, ma non li ha mai rispettati. Il tycoon, però, fa notare che «ora c'è un'amministrazione diversa». «Per noi è una priorità, per gli altri non lo era e non l'hanno portata a termine».

Per il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres l'incontro di Singapore è «una pietra miliare verso la pace e la denuclearizzazione», e secondo il presidente sudcoreano Moon Jae-in è capace di chiudere l'ultimo conflitto della Guerra Fredda e scrivere una nuova storia di pace e cooperazione nella penisola. Anche il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, sottolinea che il vertice ha «un importante e positivo significato, dando il via ad una nuova storia». Da Mosca, invece, il vice ministro degli Esteri russo Serghei Ryabkov «accoglie positivamente l'importante passo avanti», ma avverte che «il diavolo sta nei dettagli». In ogni caso, la road map tracciata dal New York Times stima che il processo per la denuclearizzazione potrebbe richiedere fino a 15 anni, dallo smantellamento delle armi atomiche allo stop all'arricchimento dell'uranio, dalla chiusura dei siti per i test alle ispezioni. E dopo l'intesa è l'Iran l'altro obiettivo dell'amministrazione Trump. «Con le sanzioni, che definirei brutali, spero torneranno a sedersi al tavolo dei negoziati», chiosa il presidente in conferenza stampa, prima di lasciare Singapore: il riavvio di relazioni diplomatiche e di scambio con Teheran è «prematuro, ma avverrà presto».