Turismo, operatori in allarme: più visitatori ma meno ricavi

Confcommercio svela il paradosso: dal 2001 persi 38 miliardi. Solo il 12% degli stranieri si spinge fino al Sud. Patanè: "La politica deve migliorare la competitività del settore"

"Troppi piccioni che distruggono tutto. Oltre al mare non si può praticamente vedere nulla a causa dell'enorme quantità di piccioni"

Il dato di Confturismo è paradossale: negli ultimi 15 anni il numero dei turisti stranieri in Italia è cresciuto del 50 per cento (sono stati raggiunti i 53 milioni di visitatori) ma i guadagni sono diminuiti. Nel 2001 la spesa media pro capite era di 1.035 euro, nel 2015 è crollata a 670. Significa che in questo arco di tempo si sono persi 38 miliardi di entrate valutarie.Il grido d'allarme si è levato dal Forum di Confcommercio di Cernobbio dove albergatori e commercianti hanno fatto l'esame di coscienza ma hanno pure denunciato gli ostacoli alla crescita del settore che è stato chiamato il «petrolio d'Italia» e rischia invece di diventare una Cenerentola. Qui la crisi economica internazionale non c'entra perché il Belpaese resta il sogno dei viaggiatori di tutto il mondo e chi si sobbarca ore di auto o di aereo per varcare i nostri confini non ha particolari problemi economici. La ricerca presentata ieri a Villa d'Este spiega che la permanenza media si è ridotta da 4,1 a 3,6 giorni, sempre più «mordi e fuggi». I cinesi, che in pochi anni sono diventati il quinto Paese di provenienza (dopo Germania, Usa, Francia e Gran Bretagna), si fermano appena un giorno e mezzo. Gli operatori restano ottimisti: per il triennio 2016-18 si prevede un ulteriore aumento medio di presenze del 3,6 per cento soprattutto da Cina e Stati Uniti. Ma rimane l'interrogativo se questo afflusso si tradurrà in una crescita corrispondente delle entrate. È lo specchio dell'Italia che arranca, che «cresce senza slancio» per usare le parole ripetute da Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, davanti al ministro Maria Elena Boschi. Il problema non è attrarre ma trattenere, ha detto Luca Patanè, presidente di Confturismo-Confcommercio: «L'Italia deve ripensare il suo modello di offerta turistica, ma soprattutto servono interventi e politiche che accrescano la competitività delle imprese di questo comparto». Ma c'è pure uno squilibrio strutturale. Il 60 per cento delle presenze straniere si concentra in quattro regioni del Centro-Nord Veneto, Lazio, Lombardia e Toscana e soltanto il 12 per cento si spinge fino alle regioni meridionali, penalizzate da infrastrutture carenti e da una promozione disastrosa. L'immagine più efficace l'ha offerta Oscar Farinetti, patron di Eataly intervenuto tra gli altri a Cernobbio: la Sicilia ha gli stessi chilometri di costa delle isole Canarie e un decimo dei turisti. Altro paradosso: nell'anno dell'Expo i visitatori ai Bronzi di Riace sono scesi del 17 per cento. Lo stesso Farinetti, che con il governo Renzi è diventato una sorta di ambasciatore del gusto italiano nel mondo (oltre che una macchina da soldi), si è messo nella scia di Sangalli che chiedeva al governo di ridurre il peso delle imposte. «Bisogna trasformare il Sud in un paradiso fiscale» ha detto mister Eataly. Un'area no-tax per alberghi e ristoranti in modo da fare ripartire l'offerta turistica. «I due piatti più famosi al mondo, pizza e pasta, sono del Sud. Siamo primi nell'enogastronomia e nel patrimonio artistico, il Mezzogiorno ha potenzialità stratosferiche da sfruttare». Ma anche lui, al momento, preferisce aprire a Chicago e Dubai piuttosto che a Napoli o Palermo.

Commenti

franco-a-trier-D

Dom, 20/03/2016 - 09:11

SONO SEMPRE TROPPI.

Ritratto di mbferno

mbferno

Dom, 20/03/2016 - 09:42

Beh se a Venezia sul Canal Grande si affibbiano "certi prezzi" per un caffè o un drink NON meravigliati se i turisti fuggono: anche se quello che sto per dire vale un po' dappertutto è anche vero che veneti e sghei vanno a braccetto.

Ritratto di Azo

Azo

Dom, 20/03/2016 - 10:31

Con tutti i ladri e i delinquenti che abbiamo nelle alte cariche del governo e alla giustizzia, prima che anche la pianura padana venga corrotta totalmente, "" È PIÙ CHE LOGICO CHE SOLAMENTE PRONUNCIARE ITALIA DEL SUD E CENTRO, FACCIA UN CERTO EFFETTO"""!!! Proporrei di dividere il paese in due. La """PADANIA""" per tutta la pianura del Po e dal Po in giù lasciamo che la chiamino, "LA REPPUBLICA TALIANA". Covo di ciarlattani corrotti!!!

Ritratto di stenos

stenos

Dom, 20/03/2016 - 10:34

In itaglia il concetto e' che il turista va spennnato. Prezzi cari, servizi scadenti, autostrade intasate, scioperi, chiusure festive, assemblee sindacali, truffe, scarsa sicurezza, ma chi te lo fa fare di venire in Italia a farti fregare? Il turismo di un certo livello, quello che spende gira al largo.

apostrofo

Dom, 20/03/2016 - 11:32

Ma forse hanno incluso anche gli immigrati nelle statistiche. In effetti gli immigrati spendono un po' meno, loro.

Ritratto di manasse

manasse

Dom, 20/03/2016 - 16:16

parlare bene e razzolare male è tipico dei sinistri governo docet

franco-a-trier-D

Dom, 20/03/2016 - 19:56

con esercizi in mano a dei gestori ladroni lo credo,sappiamo già cosa costa prendere una birra un caffè e brioche in piazza San Marco qua rappresentata.Manasse qui non c'entrano i sinistra anche quando c'era Berlusconi davano mazzate ai turisti

franco-a-trier-D

Dom, 20/03/2016 - 19:56

con esercizi in mano a dei gestori ladroni lo credo,sappiamo già cosa costa prendere una birra un caffè e brioche in piazza San Marco qua rappresentata.Manasse qui non c'entrano i sinistra anche quando c'era Berlusconi davano mazzate ai turisti,,,