Polverini apre alle coppie di fatto: bufera nel Pdl

La candidata Pdl in Lazio: "Favorevole a regolamentarle le coppie non sposate". Stop di Alemanno: "Non è materia regionale". E sull'immigrazione la Polverini rilancia: "Rifiuto il binomio con la delinquenza"

Roma - Coppie di fatto? Sì, o meglio: nì. La candidata del Pdl alla presidenza della Regione Renata Polverini «apre» alla regolamentazione delle coppie fuori dal matrimonio, gay o meno, argomento finora tabù nel centrodestra. Lo fa con tutti i distinguo del caso, ma lo fa: «Sono favorevole - scrive sul blog del suo sito rispondendo a una precisa domanda - a normare le unioni di fatto, a patto di non produrre un matrimonio di serie B. Allo stesso tempo sono convinta che diritti e doveri reciproci debbano essere riconosciuti alle coppie che vivono fuori del matrimonio».

Una frase generica e ambigua, che basta a suscitare l’entusiasmo della comunità gay romana: «Bene Renata Polverini che dimostra di avere una sana apertura sul tema delle coppie di fatto - afferma la presidente di Gay Project, Imma Battaglia. Complimenti a Polverini anche dall’ala laica del Pdl: «Questa è la dimostrazione che la candidata del centrodestra alle elezioni regionali non ha un atteggiamento di chiusura, ma guarda anche ai tanti laici che hanno votato prima per Forza Italia e adesso per il Pdl».

Ma gli applausi finiscono qui: il resto della coalizione reagisce con un misto di imbarazzo e freddezza. Pilatesco il sindaco Gianni Alemanno: «Quelle delle coppie di fatto sono materie che non attengono né al programma regionale né a quello comunale ma si tratta di una volontà di carattere statale, quindi penso sia inutile discuterne nel programma regionale ma è un tema che va affidato al Parlamento». Più diretto il coordinatore regionale dell’Udc Luciano Ciocchetti: «Nel programma non c’è, questo è poco ma sicuro. Poi si tratta di una materia che non è competenza della Regione. Per noi comunque è fondamentale che non ci sia una parificazione con il matrimonio, così come previsto dall’articolo 29 della Costituzione che riconosce particolare tutela alle coppie sposate in chiesa o civilmente». Sulla stessa linea l’altro alleato del Pd, Francesco Storace della Destra: «Nel programma elettorale non c’è scritto».

Preoccupate anche le associazioni in difesa della famiglia: «Coppie di fatto? Prima viene la famiglia costituzionale», taglia corto Gianluigi De Palo, presidente del Forum delle Associazioni Familiari del Lazio. «Le affermazioni di Polverini sono chiaro sintomo che la deriva laicista è arrivata anche in certi ambienti dove, a rigor di logica, dovrebbe trovare serie difficoltà ad attecchire», dice Giovanni Picone, portavoce del Movimento Res (Roma Europa Sociale) gruppo giovanile di destra vicino al Pdl.

E il centrosinistra? Enfatizza le divisioni, come da manuale: «Renata Polverini ha concordato con la sua coalizione la decisione di riconoscere le coppie di fatto? Ed è sicura di mantenere le sue promesse?», ironizza l’assessore regionale alla Cultura, Spettacolo e Sport Giulia Rodano. «Emerge una chiara incongruenza tra quanto lei esterna e promette agli elettori e quello che il Pdl gli permetterebbe di attuare», fa notare Enzo Foschi, consigliere regionale del Pd.