Predappio, turismo in crisi nei luoghi del Duce 

I luoghi di Mussolini sono in crisi di visitatori. "La crisi è arrivata anche qui, lamenta Domenico Morosini, imprenditore titolare della Villa Carpena, la stagione è triste, speriamo che arrivi gente il 31 luglio per la festa della nascita del Duce"

Predappio - Turismo in crisi a Predappio. "Quest’anno i visitatori sono diminuiti e la crisi è arrivata anche nei luoghi di Mussolini", ha lamentato Domenico Morosini, l’imprenditore lodigiano titolare di Villa Carpena, in provincia di Forlì, da lui trasformata in "Villa Mussolini, Casa dei ricordi". La villa dove vissero Benito Mussolini, la moglie Rachele e i figli, è un museo privato visitato da studiosi del Ventennio ma è anche una delle mete preferite dai turisti che si recano a Predappio, comune della provincia di Forlì-Cesena, famoso per aver dato i natali a Benito Mussolini. "L’attesa è per il 31 luglio -spiega l’imprenditore- quando celebreremo la Festa della nascita del Duce. Alle 10,30 ci sarà la marcia, dalla Chiesa di San Antonio fino al cimitero. Verrà portata in spalla una croce, lunga 5 metri, che depositeremo davanti alla cripta dove riposa il capo del fascismo. Sarà recitato il rosario e poi via libera ai camerateschi festeggiamenti, con vino nero".

Conferma il calo di turisti anche Pierluigi Pompignoli, titolare del "Predappio Tricolore souvenir", vicino alla casa natale di Mussolini. "La gente va al mare -spiega- aspettiamo fine luglio per gli arrivi dei turisti. Quest’anno abbiamo realizzato il calendario più bello degli ultimi vent’anni ma i clienti sono pochi". Il suo negozio è tappa obbligata per i ’turisti del Ventenniò. L’offerta dei gadgets è ricca: si va dalle bottiglie con il duce alle magliette con le aquile littorie, passando per daghe e manganelli.

Polemiche sul tipo di turismo Non ci sta il sindaco di Predappio. Qui, sottolinea,"c’è un turismo storico e culturale importante -rimarca Frassineti- ma tre volte l’anno, in occasione della nascita del fondatore del fascismo (29 luglio), della morte di Mussolini (28 aprile) e della marcia su Roma, il 28 ottobre, arrivano migliaia di persone vestite in un certo modo, che sfliano fino al cimitero portando una croce. L’ultima volta che l’hanno fatto, era il giorno di Pasqua. Una cosa vergognosa...". "Queste -insiste il primo cittadino di Predappio- sono manifestazioni che restituiscono all’esterno un’immagine falsa di Predappio, che offre tanti altri eventi. Attualmente nella casa natale di Mussolini, ospitiamo una mostra storico documentaria ’Città di fondazione italiane 1928-1942’. E bisogna valorizzare Adone Zoli, che riportò qui la salma di Mussolini. Con il suo gesto, ha insegnato che le istituzioni democratiche non devono aver paura dell’esilio di un morto. Ma oggi -chiede il sindaco Pd di Predappio- dovremmo ancora vedere chi si veste in maniera strana, sfilando per le nostre starde? Non è questo tipo di turismo l’economia trainante di una cittadina che conta 6.500 abitanti e ha 620 partite Iva. La forza di Predappio -conclude Frassineti -è la sua notorietà, che si deve però utilizzare in modo positivo. Conoscendo la storia di Predappio, bisogna fare in modo che certe cose non avvengano più".

Mussolini: pure le galline sono nere Non la pensa così Alessandra Mussolini. "Zoli -spiega la parlamentare Pdl- è un personaggio minore. Non si può pensare che i turisti vadano in pellegrinaggio da Adone Zoli o che comprino una maglietta con la sua immagine. Il sindaco Frassineti ne prendesse atto e se ne facesse una ragione, anche perché c’è un indotto economico che ruota intorno a questo interesse storico. E poi -rimarca la nipote del duce- a Predappio pure le galline sono nere...".