Il prefetto: «La solidarietà rafforza la sicurezza»

Ferrante ospite della nuova caserma a San Giuliano: «Ci vuole un maggior coinvolgimento dei sindaci»

Gianandrea Zagato

Avere dentro di sé il senso delle regole: è condizione indispensabile per il bene di Milano. Per quella città ideale che, secondo il prefetto, è senza le «guardie». Ma, attenzione, non significa vivere senza le «guardie» ma sapere che la polizia c’è sempre, che è sempre pronta a intervenire e che la sicurezza parte dal cittadino. Garanzia sostanziale, diversità non formale per una sensibilità civile elevata.
Quella che, ieri, Bruno Ferrante ha richiamato perché «i problemi della sicurezza non sono questioni solo delle forze dell’ordine»: «È necessario un modo nuovo di intendere e di fare sicurezza. Un modo basato sul coinvolgimento pieno e responsabile di chi governa le città, e poi sulla collaborazione e sulla partecipazione dei cittadini e di tutti i soggetti sociali». Virgolettato di chi non riduce la sicurezza a un aspetto, a un fatto puramente tecnico ma traduce la delittuosità nel suo complesso - sia con le cifre in aumento che in diminuzione - nella «percezione della gente»: «Alla percezione che i cittadini hanno della loro sicurezza si deve prestare grande attenzione. Bisogna per questo elevare la capacità di dialogo per capire quali sono i timori più acuti o le esigenze maggiori». Come dire: «Il dialogo e la vicinanza delle forze dell’ordine ai cittadini possono attenuare la sgradevole sensazione di insicurezza, che spesso è figlia di una sfiducia nata dalla mancanza di comprensione e di conoscenza reciproca». Ricetta prefettizia ricordata in occasione dell’inaugurazione della nuova caserma dei carabinieri di San Giuliano Milanese, in quella periferia del capoluogo dove «dietro i reati vi sono anche ragioni sociali» e dove «dietro il malessere della gente, i timori dei cittadini vi sono in alcuni casi pochi carabinieri nelle strade ma in altri, tanti, poche iniziative sociali».
Necessità, dunque, di un maggior coinvolgimento anche dei sindaci non tanto sul fronte sicurezza quanto «sulla qualità della vita, sulla vivibilità dei quartieri» ovvero, in una parola, «maggiore sicurezza sociale». Sollecitazione a un impegno che si declina in quella solidarietà politica e sociale che Ferrante non si stanca mai di ricordare come una bussola che «la Costituzione definisce inderogabile». Richiamo «anche per ciascun cittadino a non violare le regole dell’ordinamento e del vivere civile» perché «la difesa della legalità è fondamentale per il vivere quotidiano».
Modello per lo sviluppo di Milano e della Provincia che è pure una sfida, tutta da vincere per «una società che abbia meno conflitti e meno motivi di tensione».