Il premier al Quirinale: "Violenza? Contro di me" Fini fa muro: "Napolitano è arbitro imparziale"

Il premier risponde alle <strong><a href="/interni/berlusconi_consulta_organo_politico_fini_si_smarca_colle_violento_attacco/berlusconi-italia-ppe-opposizione-congresso-pm-bonn-calunnie-politica-berlusconi-governo-fini-pdl-giustizia/11-12-2009/articolo-id=405923-page=0-comments=1">critiche del Colle</a></strong>: &quot;Sono io a subire attacchi violenti, Napolitano pensi all'uso politico della giustizia&quot;. Fini insiste: &quot;Rispettare le regole e l'arbitro&quot;

Roma - "Sono io a subire attacchi violenti" ha detto il presidente del Consiglio a Bruxelles rispondendo alle critiche del presidente della Repubblica. "Napolitano pensi all'uso politico della giustizia" ha proseguito il premier.  "Io - afferma - non ho fatto nessuna accusa, ho fotografato con serenità la situazione che tutti gli italiani di buonsenso hanno chiarissima. Io non credo si debba continuare nel festival dell’ipocrisia". Quindi non c’è stato nessun’attacco violento come detto da Napolitano? "Io - sostiene - so che la violenza viene fatta sempre nei confronti miei con dichiarazioni di molti, di troppi. Ne ho vista anche adesso una di Di Pietro. Quindi se c’è qualcuno di non violento è il presidente del Consiglio, eletto praticamente direttamente da tutti gli italiani che viene insultato, attaccato. Su di lui si fanno trasmissioni incredibili come quelle della televisione pubblica".

"Cosituzione vecchia, va cambiata"
"Tutti hanno ammesso che la costituzione presenta dei punti da cambiare" prosegue Berlusconi sulle riforme costituzionali, "è una legge vecchia di molti decenni, e interverremo certamente nei tempi necessari per cambiarla". Il presidente del consiglio assicura che verranno rispettati i passaggi parlamentari previsti dalla stessa carta costituzionale.

"Mai pensato alle elezioni anticipate"
"Lo dico qui con chiarezza: non ho mai pensato neanche una volta ad elezioni anticipate". Lo ha affermato il premier Silvio Berlusconi conversando con i giornalisti italiani al termine del Consiglio europeo. "Il Governo porterà a termine la legislatura, secondo quanto deciso dagli italiani con il voto", ha ribadito.

Napolitano: "Uscire da contrapposizione" "Apprezzo l’intendimento espresso di contribuire a fare uscire il Paese da una contrapposizione politica esasperata, promuovendo attraverso l’aggregazione con altre forze ed evitando ulteriori frammentazioni del sistema politico una più ampia partecipazione dei cittadini ed in particolare dei giovani alla vita politica ed un costruttivo confronto nelle istituzioni saldamente ancorato a serie basi etiche e precisi obiettivi programmatici". Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha ricambiato l’indirizzo di saluto che il leader di Alleanza per l’Italia Francesco Rutelli gli ha rivolto oggi aprendo a Parma la prima assemblea nazionale del nuovo movimento politico. Dopo aver ringraziato Rutelli "vivamente per le cordiali espressioni di stima e di considerazione che l’assemblea di Alleanza per l’Italia ha voluto rivolgerm", il capo dello Stato ha dunque inviato il suo "cordiale saluto a tutti i partecipanti all’assemblea con l’augurio di un proficuo dibattito in vista delle decisioni ed iniziative da assumere".

Fini: "Napolitano arbitro imparziale" "Nel presidente della Repubblica si devono riconoscere tutti gli italiani. Finita la competizione elettorale, reso merito a chi ha vinto e a chi è stato sconfitto, si ponga fine alla quotidiana propaganda e al clima di derby permanente e si lavori al bene comune, fermo il ruolo di garanzia che hanno talune cariche". È quanto ha sottolineato Gianfranco Fini parlando al consiglio comunale di Vibo Valentia. In politica devono esserci avversari e non nemici, ha aggiunto, e "gli avversari sanno che c’è un arbitro che è imparziale anche quando sbaglia. Il primo dovere di chi rappresenta le istituzioni - ha concluso - è quello di avere a cuore l’interesse generale, e non lo dico per un malinteso buonismo".

"Scontro ma nel rispetto delle regole" In politica "ci si scontra ma si rispetta l’arbitro e si rispettano le regole del campionato": Gianfranco Fini ricorre ad una metafora calcistica per sottolineare la necessità nella politica italiana di "avere dei valori condivisi". Parlando all’università della Calabria, il presidente della Camera rileva: "Nella politica servono valori condivisi e la parola avversaria è tipica del gergo sportivo. Come in Milan-Inter o Roma-Lazio ci si scontra ma si rispettano l’arbitro e le regole del campionato". "La politica - è il concetto ricorrente nel discorso di Fini agli studenti - non può continuare a dilaniarsi su quel che eravamo o su quel che succede oggi, altrimenti sarà compito dei giovani contestare la politica perché non vive nella dimensione di oggi e di domani".

"Eccesso di propaganda" Fini individua il "difetto" della politica italiana "in un eccesso di propaganda che convive con un deficit permanente di dibattito culturale". E, rivolgendosi agli studenti calabresi, sottolinea la "sostanziale miopia della politica italiana, che non è capace di vedere al di la del naso. La nostra politica - sostiene Fini - è quotidianamente concentrata sul presente, attratta dal rischio di ripiombare in passati recenti o antichi con polemiche continue. Spesso è aspro confronto su cosa fare oggi, ma quasi mai riesce ad immaginare che cosa sarà domani. E questa è una prospettiva che proprio non possiamo permetterci, specialmente oggi che tutto è globale e va estremamente veloce". Insomma per Fini "la politica italiana è atemporale, guarda all’oggi o casomai al ieri, ma raramente si propone di preparare la società italiana al futuro".

Conflitti e competizioni Una spia di questo handicap? "Pensiamo al conflitto nord-sud del mondo, o al problema del clima, o ancora alla competizione economica che non potrà essere più quantitativa ma qualitativa. Di questi temi - ammonisce - il paese discutere ma non la politica che non si confronta sul modello di sviluppo del prossimo futuro". Colpa, anche, del "pulviscolo innalzato dal crollo del Muro di Berlino che rischia di intossicare, con una tentazione ricorrente alla delegittimazione". E pure, per il presidente della Camera, "la fine delle ideologie doveva portare ad evidenziare più quello che unisce rispetto a quanto divide. E questo non è buonismo, perchè la competizione deve esserci sempre se no si cade nel pensiero unico". Per questo, Fini lancia un appello ai giovani: "Ragazzi, cercate di dare la scossa. Aiutate i politici ad alzare lo sguardo e ad essere proiettati più avanti che indietro. La politica non può continuare a dilaniarsi su come eravamo o su come siamo. Se accetta la sfida con il futuro ce la fa, in caso contrario sarà vostro compito dire a quella politica non solo che non vi interessa ma che la contestate".

Berlusconi da Bruxelles "Dormito bene? Io benissimo". Silvio Berlusconi ostenta tranquillità con i giornalisti italiani che lo attendono all’uscita dell’albergo che lo ospita a Bruxelles dove si concluderanno, in giornata, i lavori del Consiglio europeo. Ma il duro botta e risposta di ieri con Napolitano e Fini, dopo l’intervento fatto ieri mattina al congresso del Ppe, a Bonn, contro una parte della magistratura e la Corte Costituzionale, stanotte non sembra essere stato digerito facilmente. Tant’ è che Cavaliere, al termine della cena con i leader dell’Ue, ha incontrato i giovani del Ppe lasciandosi andare ad alcune considerazioni sui rapporti con le altre cariche istituzionali e l’opposizione. Me ne hanno detto di tutti colori, si è sfogato, dal presidente della Camera al presidente della Repubblica, e anche il capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro. Resta il fatto, ha ribadito il Cavaliere ai numerosi giovani accorsi per salutarlo, che la mia unica colpa è quella di dire le cose come stanno. Il premier è tornato a prendersela anche con Annozero, la trasmissione di Santoro, parlando di accuse teatrali contro di lui. Nel corso dell’incontro con i giovani il premier ha anche annunciato il tramonto della candidatura di Nicola Cosentino alla guida della Campania parlando di una sorpresa, con un nome esterno alla politica. Stamane, dopo una lunga e attenta lettura dei giornali italiani, il presidente del Consiglio si è recato al Palazzo di Iustus Lipsius per partecipare alla giornata conclusiva dei lavori del Consiglio europeo. A pranzo, prima di rientrare in Italia, incontrerà gli europarlamentari del Pdl.