Presidio anti Letizia alla Scala

Lunedì 26 marzo scenderà in piazza anche lui, «ma non sfilerò a fianco della Moratti». Massimo Todisco, direttore dell’Osservatorio di Milano, lancia la sua contromanifestazione: alle 18 sarà attivo con un presidio in piazza della Scala, dove - aiutato dall’esposizione di 100 fotografie, dati e statistiche - porrà l’attenzione sul «vero problema di Milano: lo stato di degrado in cui versa la città». Una terza manifestazione, dunque? «Nient’affatto - ribadisce Todisco -. Voglio solamente mettere a disposizione dei comitati di quartiere il mio lavoro. Presidio o catena umana non fa differenza: l’importante è essere presenti per ribadire che la sicurezza, tanto sbandierata dal sindaco Moratti, non è un valore». E via a snocciolare dati su dati, tanto per ribadire che «l’equazione più poliziotti uguale più sicurezza è del tutto falsa. Le cause sono da ricercarsi altrove: la criminalità fiorisce innanzitutto laddove c’è degrado». Numero di agenti, decremento della popolazione, case popolari e chiusura dei piccoli negozi commerciali, i punti che il direttore dell’Osservatorio affronta con maggior vigore. «A Milano - spiega Todisco - è presente un agente ogni 176 abitanti. La media nazionale è di un agente ogni 252. Eppure la Moratti fa richiesta di ulteriori 500 unità: questo significa non saper disporre delle proprie forze. Il sindaco scende in piazza per manifestare contro se stesso». «Una grande operazione speculativa», dunque, una maschera sui veri problemi di una città «che rischia di diventare una città caserma». Una città socialmente spenta, poco solidale e invivibile dove «i morti in seguito a un incidente stradale - prosegue Todisco - sono il doppio rispetto alle vittime della criminalità: qui non si tratta di sicurezza, ma di affrontare i problemi nella giusta ottica».
Al presidio organizzato da Massimo Todisco parteciperanno diversi esponenti dei comitati di quartiere e di Rifondazione comunista, come spiega Roberto Acerboni: «L’importante è esserci».