Prezzi in frenata, generi alimentari al ribasso

Costano meno comunicazioni e servizi sanitari. Crescita record per case, acqua ed energia

Roberto Bonizzi

Se non proprio una frenata, sicuramente è un rallentamento deciso. L’inflazione a Milano scende all’1,3 per cento su base annua: dato mai toccato da 18 mesi a questa parte. A giugno i prezzi in città fanno registrare un calo di 0,3 punti percentuali rispetto ad aprile, confermandosi mezzo punto più in basso nei confronti della media del Paese (fermo all’1,8%). Un segnale incoraggiante per la ripresa dell’economia se unito alle indicazioni sui consumi. Proprio nelle scorse settimane la Camera di Commercio di Milano aveva presentato il consuntivo delle vendite, con un innalzamento, registrato nel primo trimestre di quest’anno, solo di poco inferiore all’1 per cento (0,9). Una ripresa tendenziale trainata dall’impennata del commercio al dettaglio di prodotti alimentari (+3,9%) e dall’espansione del segmento dei supermercati, ipermercati e grandi magazzini (+4,9%).
Il dato sull’inflazione, diffuso ieri durante la riunione dell’Osservatorio dei prezzi, è stato salutato con un sorriso dall’assessore al Commercio di Palazzo Marino, Roberto Predolin. «Milano, lo sappiamo, è una città cara. Ma in questi due-tre anni in cui l'Osservatorio dei prezzi ha funzionato in modo egregio, è rimasta a livello inflativo al di sotto di tutte le medie nazionali - ha commentato -. Quindi, differentemente da quanto si legge, non c’è nessun allarmismo».
Soddisfazione anche da parte di Renato Borghi, vice presidente della Camera di Commercio. «Gli unici settori in cui si è registrato un aumento più significativo dei costi sono quelli dei servizi assicurativi e bancari - ha sottolineato Borghi -. «Bisognerebbe quindi lavorare in questa direzione, anche se non è facile perché in tema di servizi c’è ancora molto da fare in termini di liberalizzazione del mercato».
Fattori trainanti nella crescita dei prezzi sono principalmente tre voci. I costi legati all’abitazione, all’acqua, all’energia e ai combustibili salgono del 5,6 per cento, seguiti dalle spese per alcolici e tabacchi (+4,9%) e dai trasporti (+4,5%). Fanno registrare il segno meno, invece, contribuendo all’arresto dell’inflazione le comunicazioni, con un -2,9 per cento, i generi alimentari (-1,9%), servizi sanitari e spese per la salute (-1,2%).
Insieme alle buone notizie sui prezzi arrivano pure quelle sui saldi. La stagione, che era partita in maniera discreta, leggermente sottotono, ora sta prendendo quota. ««Durante il periodo dei saldi si sono registrati a Milano incrementi di ricavo vicini al 3-4 per cento, rispetto allo scorso anno - spiega Borghi citando le cifre -. Il dato provvisorio è in linea con altre città sul territorio nazionale e, se non è un elemento di controtendenza, dà quantomeno un’indicazione di un arresto della caduta dei consumi, che ci aveva sorpreso il mese scorso. Il problema dei margini aziendali è in ogni caso irrecuperabile. Giugno è stato molto negativo per le vendite e la media degli sconti effettuati è stata molto alta, attorno al 40%». Una stagione che sta filando liscia. «Il nostro numero verde (800.40.68.10) a cui si possono rivolgere i consumatori per contenziosi e proteste ha squillato solo per richieste di informazioni - chiude il vice presidente della Camera di Commercio -. Segno che l’offerta era qualificata».