Primo maggio a Milano, Palazzo Marino dà l'ok: i negozi restano aperti

L'assessore Terzi ha firmato il provvedimento, "atto necessario richiesto dalle associazioni di categoria". E polemizza con la Cgil: "La loro è una battaglia stantia e superata"

Milano - Dopo le polemiche, anche a Milano i negozi potranno rimanere aperti il primo maggio. Lo ha deciso l’assessore alle Attività produttive, Giovanni Terzi, che, nei giorni scorsi, aveva preso le parti del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, in polemica con la Cgil per la decisione di togliere l’obbligo di chiusura nel giorno della festa dei lavoratori.

"Atto necessario" "Questa mattina ho firmato la richiesta di deroga all’obbligo di chiusura degli esercizi pubblici per il prossimo 1° Maggio", ha spiegato, in una nota, Terzi. "In base agli importanti eventi che si terranno in città - la trasmissione in Piazza Duomo della cerimonia di beatificazione di Giovanni Paolo II, la manifestazione per la festa dei lavoratori e NavigaMi - e con la volontà di rendere sempre più Milano accogliente nei confronti dei turisti italiani e stranieri, ritengo questo atto non solo utile ma necessario per la vita della nostra città", ha aggiunto. "Non è un atto contro qualcuno, ma a favore del lavoro, per non perdere occasioni utili di crescita per un settore, come quello del commercio, che ha troppo pagato il peso della difficile congiuntura economica. Un atto autenticamente liberale che lascia a ognuno degli esercenti la libertà di tenere aperto o meno".

La richiesta delle associazioni di categoria "Per questo - ha spiegato Terzi - è concessa deroga alla chiusura degli esercizi pubblici ubicati sul territorio di Milano senza limitazione di superficie di vendita; per gli esercizi di vendita in sede fissa di media e grande superficie ubicati all’esterno del centro storico la scelta di apertura nella giornata di domenica primo maggio deve essere effettuata in alternativa a quella prevista per domenica 2 ottobre". Un provvedimento che, come ha precisato l'assessore, risponde a precise richieste provenienti da diverse Associazioni di Categoria tra cui l’Unione Artigiani della Provincia di Milano. E non manca la stoccata finale alla Cgil: "Ringrazio quelle forze sindacali che, a livello locale e nazionale, hanno colto gli obiettivi di questo provvedimento - ha concluso Terzi - Mi rammarico invece che Cgil persegua ancora oggi una battaglia così stantia e superata".