Privati come le banche boom di prestiti on line

Finanza equo-sostenibile: soltanto in Lombardia giro d'affari di 125mila euro

Tornare all’antica formula del prestito diretto per rendere «eque e sostenibili» le transazioni tra chi chiede denaro e chi lo offre. Un sistema adottato tra familiari e amici che oggi, grazie a Internet, può estendersi a milioni di persone e fare una seria concorrenza alle banche. È il social lending, il prestito sociale, formula già sperimentata in Gran Bretagna e che dall’autunno 2007 è approdata in Italia grazie a Zopa.it, la prima community on line nel nostro Paese, presente in questi giorni con un proprio stand alla fiera del consumo critico «Fa la cosa giusta!», in programma a Fieramilanocity fino a domenica. Sarà per la negativa congiuntura, sarà per la crisi d’immagine attraversata dagli istituti di credito, ma questa formula piace molto: dall’inizio della sua attività, attraverso Zopa.it (acronimo per Zona di possibile accordo) sono stati erogati in Lombardia prestiti per 125mila euro, di cui 63.500 nella sola Milano, mentre sull’intero territorio nazionale si sono superati il milione di euro e i 13mila iscritti. Unsuccesso imputabile alla trasparenza del meccanismo (lo stesso di eBay, con lo scambio diretto, senza intermediari), all’abbattimento dei costi e alle migliori condizioni spuntate sia da chi presta, che ottiene interessi più alti, sia da chi chiede denaro, che paga tassi inferiori, perché gli interessi sono stabiliti di volta in volta tra le parti. Il portale ha la funzione di fare incontrare domanda e offerta, gestendo le transazioni e verificando, attraverso appositi controlli, la solvibilità dei richiedenti. I richiedenti iscritti a Zopa.it possono domandare prestiti da 1.500 a 15mila euro per una durata che va da uno a tre anni, mentre i prestatori possono mettere a disposizione un importo che va da un minimo di 100 euro ad un massimo di 50mila euro, sempre da 12 a 36 mesi. Il sistema è semplice. Ci si iscrive al portale e ci si registra al servizio fornendo informazioni come la fonte di reddito e il possesso di proprietà, che permettano di ottenere un punteggio di solvibilità (A+, A, B o C). A questo punto domanda e offerta possono incontrarsi. Per chi chiede denaro il tasso d'interesse è in media del 7% (contro un range che va dal 10 al 16%di banche e finanziarie) mentre per chi presta, il guadagno dipende dalla durata del prestito e dalla solvibilità del richiedente: più è lungo il prestito e menosolvibile è il cliente, più alto è l'interesse. Per ridurre i rischi, il finanziamento viene frazionato tra più richiedenti così che, in caso di mancata restituzione, chi ha dato il denaro perde solo una piccola cifra.