Processo Mills, Berlusconipronto a ricusare i giudici

Lo scontro tra il Cav e le toghe milanesi si arricchisce di un nuovo capitolo: l'ex premier pronto a ricusare i giudici che lo stanno processando per il caso Mills (<strong><a href="/web/pdf/ricusazione_berlusconi.pdf" target="_blank">scarica il pdf</a></strong>)

Lo scontro tra Silvio Berlusconi e la magistratura milanese si arricchisce di un nuovo capitolo: l'ex presidente del Consiglio si sta preparando a ricusare i giudici che lo stanno processando per il caso Mills, ovvero per i seicentomila dollari con cui avrebbe corrotto la testimonianza a suo carico dell'avvocato inglese.

L'istanza di ricusazione sta per venire depositata alla Corte d'appello milanese dai legali del premier, Niccolò Ghedini e Piero Longo, e arriva al termine di una settimana in cui nell'aula del processo Mills si sono succeduti polemiche e colpi di scena. Fino a ieri pomeriggio, con lo scontro finale in aula: il tribunale presieduto da Francesca Vitale cancella con un colpo di penna, in nome della speditezza del processo, tre testimoni che la difesa del Cavaliere doveva ancora interrogare.

L'obiettivo dei giudici e della Procura è infatti permettere al processo di arrivare a sentenza prima della prescrizione. Ultima udienza utile, quella dell'11 febbraio. Ma per farcela, il tribunale ha tagliato i testimoni: e questo, ma non solo questo, sarà probabilmente il principale argomento utilizzato da Ghedini e Longo per dimostrare la grave inimicizia e il pregiudizio della corte nel confronto dell'imputato.

La mossa dei legali non è però destinata a rinviare di chissà quanto la conclusione del processo. La richiesta di ricusazione infatti non impedirà che si tengano le udienze già fissate. Semplicemente, il tribunale non potrà ritirarsi in camera di consiglio per emettere lka sentenza finchè la Corte d'appello non avrà esaminato l'istanza di ricusazione. Ma nel frattempo, la prescrizione si fermerà.