Processo Mills, il Cav lascia il tribunale Ghedini: "Non è escluso che venga sentito"

Nel secondo giorno di elezioni amministrative, il premier si è recato al tribunale di Milano per assistere al dibattimento. Sentiti come testi Flavio Briatore e Marina Mahler. Durante una pausa, il Cav ai giornalisti: "Non mi fido di voi, non parlo, sono in silenzio elettorale". Poi lascia il tribunale e va ad Arcore 

E' in corso una nuova udienza del processo Mills che vede imputato il premier Silvio Berlusconi di corruzione in atti giudiziari. All’esterno del tribunale di Milano sono state predisposte le transenne come ogni lunedì. Il presidente del consiglio è arrivato in tribunale e ha varcato la soglia della Corte d'Assise d'Appello per rispondere dell'accusa di corruzione in atti giudiziari nei confronti dell'avvocato inglese David Mills. Nell'aula con le gabbie coperte da lunghi teli bianchi è prevista la testimonianza dell'ex manager di F1 Flavio Briatore e di Marina Mahler, nipote del compositore e direttore d'orchestra austriaco. Entrambi clienti del legale inglese, sono stati citati dall'accusa rappresentata dal pm Fabio De Pasquale. Fuori dal Tribunale sono schierate le forze dell’ordine, mentre cameraman e giornalisti si sono già posizionati dietro le transenne.

Da fine marzo è la quinta volta che il premier si presenta in aula per i processi nei quali è imputato. A differenza delle altre udienze, che hanno visto contestazioni e tensioni tra sostenitori e contestatori del premier, oggi fuori dall’ingresso laterale del tribunale in via Friguglia la situazione appare molto più tranquilla. Sono appena una decina le persone che, al di là delle transenne, hanno esposto cartelli contro Berlusconi (’Sei la nostra vergognà, ’Chi è contro i magistrati è contro la leggè). L’udienza, che è cominciata alle 11, con un’ora di ritardo rispetto all’orario "canonico", si tiene nella maxi aula della prima Corte d’Assise d’Appello appositamente allestita e già presidiata da molti carabinieri. È vietato, all’interno del palazzo, l’ingresso a fotografi e a cameraman. Silvio Berlusconi, che è anche capolista alle comunali per il Pdl, assisterà al dibattimento in cui è previsto l’esame dei due testi mentre i seggi sono ancora aperti e la legge impone ai candidati il rispetto del silenzio elettorale.

Il premier Silvio Berlusconi approfitta di una pausa dell'udienza del processo Mills per stringere la mano alle due cancelliere presenti in aula e per chiacchierare con i carabinieri presenti in aula. Poi, ai giornalisti presenti ribadisce di non poter parlare perché deve rispettare il silenzio elettorale. "Non dico nulla sono in silenzio elettorale - ha spiegato il premier - non mi fido di voi. Ho la più grande sfiducia nella situazione informativa". Berlusconi è stato fermato da un carabiniere che lo ha invitato, su richiesta dei pm, a parlare solo fuori dall'aula.

Il premier Silvio Berlusconi potrebbe essere ascoltato nell’ambito del processo milanese sul caso Mills. Ad annunciarlo è il suo legale Niccolò Ghedini. "Ove Berlusconi dovesse rendere esame, cambierebbe il quadro" spiega l’avvocato, chiarendo la scelta che l’esame diretto dei testimoni dell’accusa avvenga in un successivo momento. I giudici della decima sezione penale si erano ritirati in Camera di Consiglio proprio per decidere, dopo la richiesta del pm Fabio De Pasquale, se la difesa dovesse procedere immediatamente all’esame diretto dei testi. I giudici hanno confermato l’ordinanza che consente di posticipare l’esame diretto da parte della difesa, ma hanno chiesto ai legali del premier di tener conto dell’economia del processo.  

Nessuna manifestazione a sostegno del premier questa mattina davanti al tribunale di Milano per "rispettare il silenzio elettorale". L’invito ai militanti viene dal coordinatore del Pdl della Lombardia, Mario Mantovani. "Il Coordinamento del Popolo della Libertà Lombardo - scrive in una nota - invita tutti i militanti e sostenitori del Presidente del Consiglio abituati in queste settimane ad accoglierlo al palazzo di Giustizia di Milano in occasione delle recenti udienze giudiziarie, a rispettare il silenzio elettorale rinunciando quindi ad ogni manifestazione di affetto". 

"L’avvocato Mills conosceva il gruppo Benetton e conosceva me, per cui di comune accordo decidemmo di utilizzarlo per la transazione nella vendita di Benetton e Ligier, era il 1996 o il 1997". Così Flavio Briatore, rispondendo alle domande del pubblico ministero Fabio De Pasquale, ha spiegato il suo rapporto con David Mills, l’avvocato che secondo l’accusa sarebbe stato corrotto dal premier Silvio Berlusconi. "Abbiamo discusso per cinque, sei mesi - ha proseguito Briatore -. Gli avevo chiesto di procurare una società vuota per gestire il capitale che arrivava dalla vendita di Benetton e Ligier".