Profanato l’ossario: teschi distrutti a bastonate

«Si è voluto colpire un simbolo di riappacificazione»

Michele Perla

Uno sfregio ai caduti del Risorgimento, a quanti lasciarono la propria vita nel corso della famosa battaglia di Magenta del 4 giugno 1859. Ignoti teppisti hanno infatti profanato il sacrario della storica struttura di via Brocca a Magenta, e dopo aver forzato una botola hanno raggiunto l’ossario. Qui hanno dato sfogo alla follia, spaccando a bastonate diversi resti umani, alcuni teschi e molte ossa in esso contenuti.
Lo scempio, che non si sa bene quando sia avvenuto, è stato scoperto l’altra mattina dagli agenti della polizia municipale che si sono accorti della porta forzata del monumento. Un rapido sopralluogo e la conferma della barbarie, al momento senza un perché.
Lo sdegno della città, riassunto nelle parole del sindaco Luca del Gobbo, è stato unanime. «Un gesto deprecabile sicuramente opera di lucidi mascalzoni – ha sottolineato - ; non si è trattato della bravata di qualche ragazzetto che aveva alzato il gomito. Chi ha agito sapeva cosa cercare: un raid finalizzato esclusivamente a dissacrare l’ossario».
Dopo la denuncia del Comune sono subito scattate le indagini dei carabinieri, che si annunciano quanto mai difficili; il monumento si trova infatti in una zona un po’ fuorimano ed è improbabile che qualcuno possa aver visto i teppisti in azione, che sicuramente hanno agito di notte.
«Crediamo che si tratti di qualcosa in più del semplice gesto vandalico - ha ribadito il sindaco - ; abbiamo appena annunciato la volontà di inserire Magenta fra le città candidate a ospitare il monumento per i 150 anni dell’Unità d’Italia, e stranamente ne hanno colpito il simbolo».
L’ossario, concreto elemento di riappacificazione, custodisce i resti di oltre 4.200 soldati piemontesi, francesi e anche austriaci, morti in combattimento.