Pronti i testi elettronici: in aula la rivoluzione che cancella la carta

Arrivano i primi ebook per i licei: 400 prof in tutta Italia li hanno già richiesti. Prezzo basso ma tanti dubbi. Lo scrittore Niffoi: <a href="/a.pic1?ID=254716" target="_blank"><strong>&quot;Sfogliare le pagine dei libri è poesia&quot;</strong></a><br />

da Milano

Sotto il banco è difficile aprirlo. Impossibile. Non è un libro: è un computer, dentro c’è un file e quel file è il testo da leggere e studiare. Il libro elettronico, l’ebook, prova a spuntare sui banchi di scuola. Una casa editrice, la Garamond, ha preparato cinque manuali per le superiori: da settembre gli alunni potrebbero studiare al pc grammatica italiana e latino nel biennio, inglese, informatica e matematica nel triennio. Sembra la vittoria contro il peso della cultura, i quintali di carta (magari patinata) negli zaini che rovinano le schiene degli alunni, i prezzi in rincaro costante che in settembre hanno allarmato persino la Guardia di finanza e l’Antitrust, con aumenti dal 5 al 12 per cento sui testi di elementari, medie e superiori. L’ebook costa 9,90 euro, si acquista su internet ed è un file pdf, si salva sul computer o su una chiavetta usb, si stampa solo qualche pagina, se necessario. Niente manuali da 500 pagine che, magari, a fine anno rimangono quasi intonsi. Ma nemmeno pagine da sfogliare appena hai il libro fra le mani, da riguardare la mattina sull’autobus prima dell’interrogazione, da sbirciare di sottecchi quando l’insegnante butta lì una domanda. E scordati di sottolineare, prima a matita, poi a penna (con qualche annotazione accanto), poi pure con l’evidenziatore, per ribadire che quella formula o quella costruzione è meglio fartela entrare per bene nella testa. Il vicino di banco e l’amica del cuore, poi, dovranno contenersi: sul libro non puoi scrivere nulla, perché il libro non c’è. Il vantaggio economico però esiste e ha già attratto oltre quattrocento professori di tutta Italia: «Al forum sul nostro sito sono iscritti 53mila insegnanti che, ogni giorno, ci segnalano proposte - racconta Agostino Quadrino, direttore editoriale di Garamond -. Sono stati proprio loro a lanciare l’idea di testi elettronici, destinati all’adozione nelle classi». L’ebook non si esaurisce in un file: «Ogni studente ha una password e può accedere al sito per aggiornamenti, esercizi interattivi, approfondimenti anche in formato audio e video». Solo a giugno si saprà quanti professori hanno deciso davvero di far studiare i loro alunni su un manuale virtuale: chi vorrà sperimentare la novità e chi, invece, indugerà ancora, trattenuto dai dubbi. Uno su tutti: il risparmio non può essere l’unico criterio. La generazione dipendente da cellulare, email e chat è anche quella che, coi libri, ha incontri molto radi: per restare alle superiori, non legge mai il 41 per cento dei ragazzi fra 15 e 17 anni e il 49 per cento di quelli fra 18 e 19 anni. Almeno il libro di scuola devono aprirlo e sfogliarlo. Fino a ora.