LUnione europea elabora politiche sempre più specifiche per facilitare la mobilità lavorativa in Europa, un «punto caldo» soprattutto per i Paesi membri di vecchia data che temono lafflusso di masse di lavoratori a buon mercato dagli Stati appena entrati nella Comunità.
Uno degli ultimi progetti è la «Green card», la carta verde che dovrebbe semplificare lingresso nelle aziende dei cittadini europei altamente qualificati allinterno dei confini dellUnione. La possibilità di muoversi da un Paese allaltro eserciterebbe più fascino sui lavoratori stranieri specializzati. Un secondo progetto è la «patente europea economica», un certificato che permette di attestare le competenze nel settore economico-aziendale secondo gli standard internazionali (www.ebcl-italia.it). Entrambi i progetti hanno come obbiettivo la semplificazione del riconoscimento delle competenze professionali in tutti 27 Paesi dellUe.
La domanda da porsi è se un documento (lennesimo) possa aiutare effettivamente un romeno, un bulgaro o uno sloveno a ottenere anche in Italia una posizione equivalente a quella nel Paese dorigine. Attualmente il numero di stranieri con un alto grado di professionalità che lavorano nelle banche, negli ospedali o negli istituti scientifici del Belpaese è decisamente basso. Non resta che sperare che le buone intenzioni si trasformino in fatti concreti. Per ora ci sono i documenti, in futuro si vedrà.
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