La protesta di Maroni, Tremonti e Calderoli: "Non invitano Cota? Non andiamo a festa del Pd"

Tremonti, Calderoli e Maroni non andranno alla festa del Pd a causa del mancato invito di Roberto Cota: "Atteggiamento non democratico". Ma gli organizzotori della festa non ci stanno: "E' solo un pretesto per evitare il confronto" 

Roma - Questa estate non si fa festa. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, assieme ai ministri leghisti della Semplificazione normativa Roberto Calderoli e dell’Interno Roberto Maroni, ha annunciato che non parteciperà alla festa del Pd a Torino dopo il mancato invito del governatore leghista Roberto Cota. "A fronte dell’atteggiamento non democratico degli organizzatori della festa del Pd che non accettano il voto popolare e neppure rispettano le istituzioni, rinunciamo a partecipare alla festa nazionale del Pd in programma a Torino", dicono i tre ministri in una nota congiunta. "Non è pensabile che il Governatore Cota, eletto dal popolo e in carica, non sia stato invitato in un contesto in cui sono stati invitati altri rappresentanti istituzionali. Si vuole far credere che esista una mancanza di legittimazione e di funzionalità in una istituzione importante come la Presidenza della Regione", si legge nella nota. Il mancato invito è legato al ricorso contro il risultato elettorale in Piemonte che ha visto Cota superare per pochi voti la governatrice uscente Mercedes Bresso. Il Tar del Piemonte ha accolto parzialmente i ricorsi presentati dal centrosinistra decidendo che vanno ricontate oltre 15.000 schede elettorali e lo scorso 27 luglio il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Cota contro questa decisione.

Il Pd: "Solo un pretesto" "Senza alcun intento polemico mi sembra che la nota dei tre ministri, con cui viene comunicata la decisione di non partecipare ai dibattiti della Festa democratica nazionale di Torino, a cui avevano assicurato la loro presenza, sia chiaramente un pretesto per sottrarsi al confronto". Lo afferma Lino Paganelli, responsabile della Festa Democratica Nazionale, rispondendo alla nota congiunta diffusa dei ministri Giulio Tremonti, Roberto Calderoli e Roberto Maroni riguardo la loro partecipazione alla Festa democratica di Torino. "La festa - prosegue Paganelli - sarà comunque un successo per l’ampiezza della partecipazione popolare e lo spessore dei dibattiti politici. Le nostre feste sono sempre aperte alla discussione e all’incontro fra culture e progetti diversi. Ci piacerebbe sapere, invece, se anche la Lega nelle sue feste intende aprire il dibattito ad esponenti del PD e quanti sono gli eletti o i dirigenti finora invitati".