Prove anti-terrorismo Da settembre via alle esercitazioni

Oggi in prefettura, il secondo vertice sulla sicurezza. Al vaglio le nuove misure contro gli attentati. Simulazioni in metrò a fine estat

Roberto Bonizzi

Il pericolo terrorismo esiste. E Milano non vuole lasciare nulla al caso. Oggi alle 10 in Prefettura ci sarà il secondo appuntamento del comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico. Dopo la prima riunione, lunedì mattina, il prefetto Bruno Ferrante, gli enti locali, Comune, Provincia, Regione, il questore Paolo Scarpis e le forze dell’ordine, carabinieri, polizia, guardia di finanza, polaria, polfer e polizia locale, avevano già fissato questo secondo incontro. «Un tavolo tecnico» lo aveva definito Ferrante, aperto anche alla Protezione civile, ai vigili del fuoco, alle aziende municipalizzate e alle compagnie della telefonia mobile.
Il primo punto all’ordine del giorno sarà la stesura e la definizione di un protocollo d’intesa che coinvolga tutti i soggetti in campo nell’emergenza terrorismo. «Ognuno porterà tutta la collaborazione possibile - spiega Raffaele Raja, responsabile regionale della Protezione civile -. Competenze, strutture, mezzi, sale operative, ogni cosa può servire. Vediamo cosa ci chiederà il prefetto». Tra la lista delle priorità anche l’indicazione di indirizzi operativi per ognuna delle forze coinvolte.
Rimandate a settembre, invece, le esercitazioni che coinvolgeranno anche i milanesi. «Le simulazioni di attacco terroristico in città hanno bisogno di tempi tecnici di preparazione - spiega l’assessore regionale alla Sicurezza, Massimo Buscemi -. Solo nei prossimi incontri della commissione tecnica potremo stabilire quando fare un test sul campo. Certo non prima di settembre. Così anche il flusso di persone all’interno dei mezzi pubblici sarà attendibile».
Da stabilire l’applicazione pratica delle nuove modalità contro possibili attentati previste nell’incontro di lunedì. Innanzitutto la quantità e il posizionamento delle nuove telecamere. «Occhi elettronici» che andranno ad affiancare i 1.500 già esistenti all’interno della rete della metropolitana, ritenuta l’obiettivo più sensibile, insieme al sistema dei trasporti, aeroporti e stazioni in particolare. La grossa novità, annunciata da Ferrante, è l’impiego delle riprese a circuito chiuso anche per la videosorveglianza all’interno delle carrozze. Un’ulteriore garanzia per i cittadini.
La «strategia della rassicurazione» prevede controlli a tappeto, già avviati nelle ore successive dell’attentato che ha colpito Londra. Carabinieri e poliziotti, affiancati da pattuglie della polizia locale, sono impegnati ogni giorno in operazioni sulle banchine e negli ammezzati nelle gallerie del sottosuolo, ma anche agli ingressi del metrò. Così come polfer e polaria garantiscono la sicurezza di partenze e arrivi rispettivamente nelle stazioni e sui treni, negli aeroporti e sugli aerei. Dalla riunione di questa mattina dovrebbe arrivare la decisione ufficiale, anticipata dal sindaco Gabriele Albertini, di impiegare una serie di vigilantes al fianco delle forze dell’ordine. Numero e mansioni delle guardie giurate saranno stabiliti dalla commissione tecnica.
Al vertice parteciperanno anche le aziende municipalizzate. Aem, Atm e Amsa, come ha spiegato nei giorni scorsi l’assessore alla Sicurezza di Palazzo Marino, Guido Manca, «saranno coinvolte nella fase di gestione dell’emergenza». Convocati pure i gestori delle reti telefoniche cellulari. Wind, Tim, Omnitel e Tre lavoreranno al fianco di istituzioni, tecnici e forze dell’ordine per garantire la copertura della rete telefonica anche nel sottosuolo. A oggi la linea 1 e la linea 2 della metropolitana sono caratterizzate da una totale assenza di segnale. «È importante anche - dice Buscemi - che le compagnie telefoniche lavorino sul problema dell’intasamento delle linee, che si verifica puntualmente quando molte persone tentano di usare il telefonino da uno stesso luogo».