Quando Milano era come Chicago Viaggio nella mala anni Settanta

Dopo l'uscita nelle sale della pellicola «Gli Angeli del male» di Michele Placido, ispirata alla vita del bel René, e dopo le riprese del film sulla strage di piazza Fontana di qualche giorno fa, la Milano del crimine anni '70 torna alla ribalta con un itinerario, organizzato domani alle 21.30 dall'associazione Città Nascosta, e con un libro («Milano della mala. Storie, leggende, film, canzoni», scritto da Roberto Caputo e Nadia Giorgio, ed. De Ferrari), che ci riportano alla scoperta dei luoghi, personaggi e canzoni dei più celebri e atroci delitti compiuti all'ombra della Madonnina. Abbiamo selezionato per voi le tappe principali, in un vorticoso tour su misura nella mala milanese.
Il percorso di Città Nascosta, guidato dallo scrittore e criminologo Luca Steffenoni, parte domani sera da Largo Zandonai. Proprio qui, infatti, si consumò nella metà degli anni '60 la prima grande rapina della Banda Cavallero, a cui si ispirò il film di Lizzani «Banditi a Milano», del '68. Da questa piazza partì un inseguimento con sparatoria, stile Chicago anni '30, con morti e feriti. Il tour si sposta quindi in via Osoppo, angolo Via Caccialepri, meta della prima grande rapina a un furgone portavalori, organizzata nel '58 dalla banda di Ciappina. Si arriva dunque in via Pisanello, dove nel '65 avvenne una nuova rapina della banda Cavallero, pretesto per raccontare la nascita del crimine organizzato e delle figure di Vallanzasca, Turatello e di Epaminonda detto «il Tebano». L'itinerario culmina in via Solari, dove si ricordano le imprese criminali di Luciano Lutring «il solista del mitra», così chiamato per l'abitudine di nascondere il mitra in una custodia di violino.
Storie, luoghi e personaggi che rivivono nel libro «Milano della mala» di Roberto Caputo e Nadia Giorgio (Editore De Ferrari, pagg. 135, euro 14). Una «guida» agile e curiosa sulle orme dei locali della mala, delle canzoni popolari e, naturalmente, dei fatti di cronaca. C'è la storia di Terry Broome, la fotomodella americana che nel giugno 1984 sparò a Francesco D'Alessio, ricco playboy conosciuto tra i locali della «Milano da bere». E c'è la gelosia di Giovanni De Fabritiis, che nell'agosto del 1925 freddò a colpi di rivoltella la moglie in piazza della Scala, ma poi fu assolto per la legge sul diritto d'onore. C'è il «Bar del Gino», quello al 50 di via Giambellino cantato da Gaber nella «Ballata del Cerutti»; e l'osteria dei «Tri Basei» di via Ortica, trasformato oggi in un moderno pub. E ci sono le canzoni, quelle interpretate da Svampa, Gaber, Jannacci, Vanoni. Come «Il palo nella banda dell'Ortica», che narra la storia di un vecchio malavitoso mezzo sordo e mezzo cieco, messo dalla banda a fare il «palo» per accertarsi che nessuno arrivasse durante il colpo (con il risultato che tutti saranno arrestati tranne lui). O il celebre «Tumiami de Loret» (lo spaccone di piazzale Loreto), divertente brano che prende in giro un bullo milanese aspirante malavitoso, scritto nel 1941 dal padre della canzone milanese, Giovanni d'Anzi. E come dimenticare la progenitrice della «mala d'autore»? «Porta Romana bella Porta Romana/ Ci stan le ragazzine che te la danno/ ci stan le ragazzine che te la danno/ prima la buona sera e poi la mano...».