Quando Milano era la prateria di «Buffalo Bill»

«L e differenze che esistono tra varie culture spesso sono faticose da capire e hanno causato incomprensioni nella storia, ovvio, ma è altrettanto vero che possono essere una fioriera, uno stimolo e una ricchezza» dice Padre Massimo Casaro. Egli ha ideato e realizzato, con il Museo Popoli e Culture del Pime di Milano, la mostra «Riflessi. Incontri ad arte tra Oriente e Occidente», che inaugura questa sera alle 18.30 (ingresso libero). L’esposizione comprende quattro sezioni, per un totale di 130 opere provenienti dai principali musei italiani (come il Castello Sforzesco e il Museo Archeologico di Milano, il Museo Nazionale d’Arte Orientale di Roma) o da collezioni private, e vuole analizzare il rapporto fra culture differenti, che sussiste ed è sempre esistito nella storia dell’umanità: «il flusso comunicativo tra i popoli è una regola, non certo un’eccezione» prosegue Padre Casaro. Una mostra che vuole «destrutturare l’idea d’individualismo»: oltre a quadri, vasi, porcellane, tessuti o piatti, a rappresentare questa perenne esigenza di scambio culturale tra le popolazioni (come il «Paravento giapponese» di De Nittis e di altri artisti contempoanei occidentali che si sono ispirati all’Oriente) vediamo gli scacchi. Se l’origine indo-persiana del gioco è confermata da diversi studi, quando poi la Persia è stata conquistata (VIII-IX secolo) il gioco si è diffuso, con varie sfumature, nella società araba per arrivare, negli anni, in Russia e Scandinavia, come in Sicilia e in tutto l’Occidente europeo: sono in mostra una cinquantina di scacchiere provenienti da tutto il mondo. Altra sezione è dedicata al Gandhara, la regione che abbraccia la parte settentrionale dell’attuale Pakistan e il nord-est dell’Afghanistan: zona da sempre crocevia di popolazioni e di culture. «Il Gandhara è il punto più estremo a cui è arrivato Carlo Magno -spiega ancora Padre Casaro-. La sua venuta ha dato un forte contributo allo sviluppo dell’iconografia buddista». Per completare un lavoro approfondito e di notevole interesse culturale, integreranno la mostra anche le «Serate» in cui si parlerà di diversi argomenti a tema (si parte il 21 aprile, ore 21, con l’incontro «Gli scacchi nella storia dell’arte», con Alessandro Sanvito, Rodolfo e Milly Pozzi) e i «Corsi» in cui vari esperti spiegheranno i simboli e l’iconografia della tradizione indiana.
(Centro Missionario Pime, via Mosè Bianchi, 94. Martedì-domenica. ore 9.30-18. Giovedì fino alle 22. Chiuso lunedì e il 12 e 13 aprile).