Quella volta che Jobs disse a Clinton: "Devi dire la verità sulla Lewinsky"

Una telefonata nottura per chiedere al suo amico Steve come arginare lo scandalo. La fece l'ex presidente Usa ed è l'ultima rivelazione dall'autobiografia sul padre della Apple in uscita domani

Amici al punto da scambiarsi consigli su questioni molto private, anche se di interesse nazionale. Il rapporto di stima che c'era tra Bill Clinton e Steve Jobs emerge con nuovi particolari nel libro di Walter Isaacson, in libreria domani. Così si scopre che nel pieno del «Monica Lewinsky Gate», l'allora presidente americano Bill Clinton chiese in una telefonata notturna consiglio al suo amico Steve Jobs su come muoversi per arginare lo scandalo.
Lo ha rivelato lo stesso Jobs in una delle 40 interviste che ha concesso al suo biografo, dopo una serie di anticipazioni che sono iniziate a filtrare nei giorni scorsi. L'ultima, in ordine di tempo, riguarda appunto Bill Clinton. Nel corso di quella conversazione a tarda, ora, ha raccontato Jobs, al presidente disse: «Non so se tu l'abbia fatto o meno. Ma nel caso fosse, lo devi dire al Paese». Un consiglio chiaro, ma accolto con un «silenzio dall'altra parte del filo».
Dopo la morte di Jobs il 6 ottobre scorso, Clinton ha parlato in un'intervista televisiva della sua amicizia con il genio di Cupertino. «Quando mia figlia era alla Stanford University, (Steve) si mise in contatto con me e mi disse: "È dura viaggiare per vedere tua figlia quando si è presidente. Ho una casa in campagna», da quelle parti, disse, e «tu e Hillary potete andarci e portare Chelsea e i suoi amici ogni volta che volete», ha raccontato Clinton, definendo l'offerta «un regalo inestimabile».