«Questa stagione mite porta le influenze lampo»

Roberto Gualtierotti (Statale): «I vigili sempre più a rischio asma e la nebbia aumenta i problemi»

Ma l’inverno anomalo di quest’anno fa bene o male alla nostra salute? A quanto pare ha salvato i clochard dalla morte per assideramento e qualche cardiopatico dall’ischemia. Tutti gli altri però non ne hanno tratto più di tanto grossi giovamenti perché il clima di questi mesi ha le sue insidie. A farcele scoprire è il professor Roberto Gualtierotti, bioclimatologo dell’Università degli Studi. Quest’inverno caldo è positivo o negativo per il nostro fisico? «Io non lo chiamerei un inverno caldo, ma un inverno mite che non è privo di fattori negativi. Di negativo c’è il fatto che c’è molta differenza tra giorno e notte. Il guaio è che ci vestiamo come gli altri inverni, ma è troppo e ci fa sudare».
Quali sono i disturbi tipici di questo inverno mite?
«I dolori articolari, il raffreddore, il mal di gola, le malattie reumatiche e i virus parainfluenzali. Molto diffuse sono le forme gastrointestinali senza febbre che comportano vomito intenso e passano in un giorno, e quelle bronchitiche».
Ma aspetti positivi non ce ne sono?
«Di positivo c’è il risparmio del riscaldamento. Per quanto riguarda la salute, di positivo c’è la mancanza di casi d’iper-refrigerazione. Non ci sono stati, infatti, casi di morte per assideramento come è capitato gli altri anni. Morti, queste, di bevitori e di anziani senza tetto. E ci sono altre morti che sono diminuite grazie alle temperature non rigide: quelle per ischemia coronarica».
Tutto bene quindi?
«Per questo aspetto sì. Ma l’inverno mite fa male alla nostra salute per colpa dello smog. A soffrirne di più sono stati i vigili urbani che trascorrono molte ore all’aperto fermi agli incroci: accusano problemi respiratori e asmatici. Lo smog fa ammalare anche perché potenzia l’effetto nocivo del fumo di sigaretta».
Ma c’è qualcos’altro che fa male?
«La nebbia, perché mantiene in sospensione le particelle inquinanti. E ne consegue una minore attività delle ciglia vibratili del polmone che le devono espellere».
Quest’inverno mite provoca disturbi solo respiratori o anche di altro tipo, per esempio crea disturbi del sonno?
«Il sonno è molto personale ed è dovuto alla psicologia del soggetto, è quindi difficile dirlo. Per quanto riguarda poi l’umore la condizione climatica anomala non influisce. È indifferente. La nebbia di questo periodo non influisce sul morale come accade, invece, per il sole».
Un inverno così che cosa ci riserverà quest’estate?
«Un inverno di questo tipo prelude a un’estate molto calda. E il caldo per la nostra salute è più pericoloso del freddo. Dal freddo ci si può difendere. È vero, ci possiamo difendere con ventilatori, che però per non fare male non devono essere diretti sulla persona, e condizionatori, ma bisogna stare attenti perché i passaggi dal freddo al caldo comportano dei danni non di poco conto: vasodilatazione generale, disturbi cardiocircolatori, e a causa della forte sudorazione calcoli salivari, biliari e alle vie urinarie».