La rabbia del bodyguard: «Io, offeso e danneggiato da queste insinuazioni»

Alberto Orlandi, professione bodyguard. Discreto, affidabile, elegante. E il fisico? Quello che ci si attende da chi, ogni giorno, da sette anni, è abituato a fare i conti con gli imprevisti, con lo sguardo sempre pronto a captare ogni minimo segnale. Tranne uno: essere sbattuto in prima pagina come il «compagno» di Veronica Lario. Lo rivela Daniela Santanchè: «Veronica Lario da molto tempo ha al suo fianco un suo compagno. Si chiama Alberto Orlandi, ha 47 anni (in verità di anni ne ha 37, ndr), è capo del servizio di sicurezza di Villa Macherio e con lui condivide progetti, interessi e vacanze».
Virgolettato che, con versioni magari un po’ meno soft, già circolava da qualche giorno e, infatti, Alberto Orlandi l’aveva smentito qualche sera fa a uno dei suoi pochi e più stretti amici: «Circola una voce, io l’amante? Non scherziamo. È un’offesa alla mia professionalità. Io e la signora? Sono il capo della sicurezza, punto e a capo». Insomma, «sono un professionista e provo solo amarezza per le insinuazioni che, davvero, non vorrei mi danneggiassero». Smentita che l’amico fedele consegna a il Giornale con una chiosa: «Alberto è persona seria, vive per la sua famiglia e la figlia. Il resto? Gossip che è lontano anni luci dalla sua vita e dalla quotidianità del suo lavoro». Vita riservata, in una cittadina non lontana da Macherio dove ieri, colpito dalla violenza del pettegolezzo, si è rifugiato lontano dai paparazzi e con tanto di cellulare che suonava sempre libero.
Dunque, ieri, Alberto Orlandi si è tenuto ancora più riservato del solito. Lontano come sempre dai riflettori anche se, spesso e volentieri, i fotografi lo riprendono dietro la signora Lario o a due passi da Silvio Berlusconi oppure ad accompagnare a distanza Barbara Berlusconi nelle strade di Milano. «Un incarico che gestisce con competenza e con dedizione» commenta una fonte militare vicina a Orlandi: «È uno degli uomini di punta del “consorzio servizi di vigilanza” e pur con una stretta frequentazione per motivi di lavoro, be’ non ha mai detto una parola di troppo sul suo incarico».
Impegno che a Macherio, a due passi da Monza, dove nella residenza settecentesca di villa Belvedere Visconti di Modrone, protetta da una folta cinta verde, vive Veronica Lario, passa più che inosservato: nessuno che si ricordi di Alberto Orlandi, che abbia scambiato due parole con lui e, attenzione, è da sette-anni-sette al seguito della moglie del presidente del Consiglio.
Una carriera in salita, dopo l’inizio in una società privata. Nessun passaggio militare, né Noc né Gis, ovvero né un passato nell’Arma dei Carabinieri né nella Polizia di Stato. Qualche anno e Alberto Orlandi entra nel gruppo Fininvest-Publitalia come autista prima, scorta poi. Da lì, secondo indiscrezioni, arriva alla villa di Macherio e vuoi per la sua gentilezza vuoi per la sua determinazione, diventa il numero uno della scorta di Veronica Lario.
Ombra che la segue fuori casa - «purtroppo poco spesso a Macherio» raccontano alcune passanti lungo via Rossini - e sempre accanto pure nei viaggi all’estero, insomma che la protegge ovunque. Alto, occhi chiari, pizzetto e un fisico massiccio - «conosce più che bene inglese, francese e pratica sport di difesa» dicono più fonti -, e nessun vizio tranne il vezzo di utilizzare colori neutri. E anche questo è un indizio di quanto difficile sia raccontare altro: Alberto Orlandi, classe ’72, è realmente un’ombra e non esiste neppure per il centralino della residenza di Veronica Lario. Già, affidabilità e discrezione sono le regole cardine del suo lavoro e altro non è previsto dal contratto. Quella privacy di cui ieri si è sentito improvvisamente spogliato.