Una ragazza su sei perde la verginità a quattordici anni

Le ragazzine italiane? Davvero precocissime: una su sei ha fatto l'amore prima dei quattordici anni. E molto spesso, una volta su dieci, ha avuto come alcova il bagno della scuola.
Un dato che può stupire proprio come quello che fra tante adolescenti spregiudicate ce n'è quasi un quarto che arriva illibata al matrimonio. A fotografare queste due facce della medaglia è stata un'indagine presentata ieri a Milano dalla Sigo (la Società italiana di ginecologia e di ostetricia) che l'ha condotta nell'ambito del programma d'informazione sulla contraccezione «Scegli Tu». Un osservatorio privilegiato che ha scandagliato le abitudini sessuali di 600 giovani sotto i ventisei anni, raccontate di persona dal 35% che abita a Milano e dal 33% che vive a Roma. Il rimanente 32% del resto d'Italia si è confessata, invece, on line.
Da tutte le confessioni non appaiono differenze significative da una zona all'altra del nostro Paese. Ovunque si scopre che, in barba a tanta spregiudicatezza esibita, quasi metà delle intervistate (il 43%) ha cambiato ben quattro partner dopo quello della prima volta, le teenager si rivelano ingenue e sprovvedute al punto che ben il 37% nel primo rapporto sessuale non ha utilizzato nessuna precauzione contro gravidanze indesiderate ed Aids se non per il 20% affidarsi al coito interrotto.
«Un dato costante - precisa la professoressa Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica del San Raffaele Resnati di Milano - anche per i rapporti sessuali successivi e che preoccupa soprattutto perché a questa età il cambio del partner è frequente: il 43% delle intervistate ne ha già avuti 4 dopo il primo».
Un partner, questo, che il 55% delle volte ha qualche anno in più ed è più esperto. Un'esperienza che non si rivela solo dalla performance ma anche dal fatto che fa utilizzo del profilattico. Un quadro desolante che non emerge come tale dai racconti delle intervistate, non poche, sei su dieci, che si dichiarano soddisfatte della loro prima volta, indipendentemente che sia avvenuta come nel 31% dei casi a casa del compagno, nel 26% nella propria, nel 19% in auto, nell’11% all’aperto, nel 2% in discoteca e nel 10% nei bagni della scuola. Un ambiente che non viene vissuto come squallido ma trasgressivo.
«Ed il luogo scelto è un elemento da considerare con attenzione – spiega la professoressa Alessandra Graziottin, direttore del Centro di ginecologia e sessuologia medica del San Raffaele Resnati di Milano - per far sì che il rapporto si svolga nella maniera più naturale e sicura possibile: è necessario potervi dedicare il giusto tempo e non porsi in situazioni a rischio, col pericolo di essere scoperti o interrotti. Se la scelta è matura, consapevole, condivisa e protetta la prima esperienza è in genere molto positiva per la ragazza. Anche in questo caso la pillola offre un valido aiuto perché garantisce all’adolescente il pieno controllo e la massima sicurezza». Altro che pillola, dal campione intervistato si scopre che solo il 15% ne ha fatto uso la prima volta e che le ragazze ricorrono per quanto riguarda i metodi anticoncezionali soprattutto al fai da te. Il 43% delle interpellate sceglie per conto proprio o fidandosi dei consigli delle amiche o navigando su internet. Con il passare degli anni le giovani diventano più prudenti, secondo il sondaggio della Sigo il 32%, più del doppio rispetto alle ragazzine a primo rapporto sessuale, sotto i ventisei anni fa uso della pillola anticoncezionale. A preoccupare non solo i ginecologi ma anche i genitori sono le adolescenti, perché, se per sei ragazze su dieci il primo rapporto sessuale accade tra i quindici ed i diciotto anni, una su sei ha fatto l'amore prima dei 14 anni. E la conferma arriva dalla professoressa Graziottin che è anche esperta di Scegli Tu, il programma sulla sessualità consapevole della Sigo: «È sempre più precoce della prima esperienza sessuale, ci sono ragazze che fanno sesso già a undici, dodici, tredici anni e a volte addirittura prima di aver avuto la prima mestruazione». Non tutte le ragazzine però sono però delle mantidi sciupamaschi, ci sono anche delle loro coetanee che, contrariamente a quanto potrebbe sembrare dal quadro tratteggiato dalla Società italiana di ginecologia e di ostetricia, sono tutt'altro che mosche bianche: quasi una su quattro aspetta il matrimonio. A considerarla un valore è precisamente il 28%. Una scelta che nel 38% dei casi è dovuta al fatto che la ragazza non si sente pronta, nel 29% perché non ha ancora trovato il ragazzo giusto e nel 19%, infine, perché contraria ai rapporti prematrimoniali. Un'attesa che si rivela non solo più ponderata ma anche più vantaggiosa.