Rai, ira Bersani: "Il dg Masi si deve dimettere" Casini all'attacco: "Ora tutta la dirigenza lasci"

Il segretario del Pd attacca a testa bassa il dg: "Punto di gravità inaudita, siamo al capolinea". Il leader dell'Udc: "Azienda allo sbando". Bonaiuti difende Masi. Cicchitto: "Bersani vuole il bavaglio all'informazione". Lettera dei consiglieri di opposizione in Cda a Zavoli, che convocherà i vertici

Roma - Assalto alla Rai dell'opposizione. I tre consiglieri in Cda scrivono al presidente della commissione di Vigilanza Sergio Zavoli: "Si rischia la crisi irreversibile". Il presidente di viale Mazzini minaccia le dimissioni contro le nomine che il dg Mauro Masi vuole portare domani in consiglio di amministrazione. E Bersani e Casini, i leader dei principali partiti dell'opposizione, chiedono la testa del direttore generale e della dirigenza totale. Sotto il cavallo è guerra per bande e caos totale. Con Bonaiuti che difende Masi: "La sinistra teme il cambiamento".

Bersani contro Masi Il direttore generale della Rai Masi deve "prendere atto che la sua esperienza è finita". Lo afferma in una dichiarazione il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. "Con la lettera di tre consiglieri d’amministrazione della Rai al presidente della Vigilanza, Sergio Zavoli il caso Rai - sottolinea Bersani - è arrivato a un punto di una gravità inaudita. Siamo davvero al capolinea. Per ripartire è necessario che l’attuale direttore generale, Mauro Masi, prenda atto che la sua esperienza è finita. E il parlamento si faccia carico da subito di un provvedimento di riforma della governance del servizio pubblico. Non è più il momento - aggiunge il leader del Pd - di temporeggiare. Qualsiasi ulteriore ritardo rischia di far precipitare la Rai in una crisi irreversibile. Non vogliamo che un bene collettivo come il servizio pubblico radiotelevisivo sia lasciato andare fuori controllo. La vicenda della Rai è l’ennesima dimostrazione - conclude Bersani - che questo governo lascia marcire i problemi anzichè affrontarli e risolverli".

Casini a gamba tesa "Guardiamo in faccia alla realtà e ciascuno si assuma le sue responsabilità. La Rai è allo sbando e sarebbe dignitoso che questa dirigenza rimettesse il proprio mandato". È quanto afferma il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, interpellato alla Camera. "Andare avanti così - aggiunge - fa solo il gioco di Mediaset e Sky".

La difesa di Bonaiuti "È bastato toccare le vecchie fortezze edificate dalla sinistra in tanti anni di dominio assoluto sulla Rai per scatenare le ire del leader democratico, che ora teme i risultati positivi del lavoro del direttore generale". Così Paolo Bonaiuti, in qualità di portavoce del presidente Silvio Berlusconi, replica al segretario del Pd. "Siamo al capolinea, gravità inaudita, crisi irreversibile: sono i paroloni che tira fuori Bersani per bloccare qualsiasi cambiamento in Rai. Niente di nuovo - conclude Bonaiuti - è la solita, vecchia musica della sinistra".

Cicchitto: vuole il bavaglio dell'informazione "Gli attacchi alla dirigenza Rai che provengono da Bersani e dalla opposizione sono del tutto immotivati e rappresentato l’ulteriore conferma di come sia la sinistra a volere mettere il bavaglio e controllare l’informazione e la sua struttura", dice Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera Deputati. «È invece necessario - aggiunge Cicchitto - guardare in faccia alla realtà per quello che è. Quando si è insediato l’attuale consiglio di amministrazione, il bilancio dell’azienda era negativo. L’impegno di questo cda e del direttore generale è stato quello di dare all’azienda un piano industriale equilibrato,legato alla realtà e che nel 2012 porti al pareggio dei conti. Ricordo infine - conclude Cicchitto - che il piano industriale è stato votato all’unanimità da tutto il consiglio". 

Lettere a Zavoli La Vigilanza è intenzionata ad ascoltare i vertici della Rai. La volontà è emersa oggi, durante l'ufficio di presidenza della commissione, che si è riunito "per concordare temi e modalità relative all'atto di indirizzo messo all'ordine del giorno e reso più urgente dallo stato di inquietudine in cui sta versando la Rai" come spiega una nota della stessa bicamerale. "Il presidente Zavoli ha dato lettura di una lettera firmata dai consiglieri di amministrazione Rodolfo De Laurentiis, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten - si spiega nella nota - in cui si elencano le situazioni a loro avviso più critiche. L’ufficio di presidenza, di fronte alla complessità dei problemi in atto, e insorgenti, ha espresso la volontà di audire i vertici della Rai. Il perdurare e l’aggravarsi delle situazioni di disagio della Rai - ha detto Zavoli - non sono più una questione su cui dissertare e dividersi: è in gioco un patrimonio civile, culturale ed etico che riguarda tutto il Paese. Difenderlo deve tradursi nel comune dovere di ricreare una condizione di civismo, trasparenza e responsabilità che sembra smarrita".