Rai, l'Idv: "Taroccate le immagini del premier alla Cnn". Ma T1 e Tg3 smentiscono

Pancho Pardi: "Nell'intervista alla Cnn mandata in onda su Tg1 e Tg3 compariva il logo del Pdl che non c'era nell'originale". Ma la Rai respinge seccamente l'accusa, Giubilio e Di Bella: "Usate due interviste diverse". E Videolina smentisce: la tv non è di Berlusconi

Roma - L'Italia dei Valori torna all'attacco di Berlusconi. Questa volta chiede a viale Mazzini e alla commissione di Vigilanza Rai di fare luce sulla autenticità delle immagini trasmesse ieri fal Tg1 delle 20 e dal Tg3 delle 19 sull’intervista del presidente del Consiglio alla Cnn, sospettando che il simbolo elettorale del Pdl che compare alle spalle del premier sia frutto di una manipolazione delle immagini, considerando "che difficilmente si può credere sia stato inserito dal montaggio della rete televisiva americana". Ennesimo attacco che però si rivela l'ennezimo boomerang elettorale perché sia il Tg1 che il Tg3 smentiscono seccamente il senatore girotondino e Videolina lo smentisce su un alto fronte: la televisione sarda non è di Berlusconi.

Pardi: immagini di Videolina "Da indiscrizioni - denuncia il Capogruppo Idv in Vigilanza Pancho Pardi - risulterebbe che le immagini mandate in onda dalla Rai senza alcun vaglio, siano opera di una emittente locale sarda, Videolina, di proprietà di casa Berlusconi (in realtà il proprietario dell'emittente è Sergio Zuncheddu, ndr). Questo grandioso spot elettorale deve essere chiarito al più presto: mi rivolgo quindi al presidente Zavoli e ai direttori delle testate giornalistiche per avere chiarimenti immediati sull’accaduto. Mi riservo infine un’interrogazione urgente al ministro competente: siamo già arrivati al ministero della Verità?". 

La replica della Rai Viale Mazzini nega ogni addebito  respinge seccamente l'accusa di Pardi. "Non c’era alcuna immagine taroccata nei servizi di Tg1 e Tg3 su Berlusconi nelle edizioni di ieri sera": lo scrivono in una nota congiunta il direttore del Tg1, Andrea Giubilo, e quello del Tg3, Antonio Di Bella, replicando alle dichiarazioni dell’ on. Pancho Pardi. "Il Tg1 e il Tg3 - scrivono i due direttori - hanno mandato in onda un servizio confezionato con immagini del premier da una intervista alla Cnn e dichiarazioni da una intervista all’emittente sarda Videolina. In queste ultime compariva il simbolo di lista. Nei servizi era chiaramente indicata la fonte di immagini e sonori. Può aver tratto in inganno - spiegano i due direttori - il fatto che la location delle interviste fosse simile. Fatto sta che i due telegiornali non hanno taroccato nulla ed è grave il solo sospetto che il servizio pubblico possa modificare delle immagini, tanto più in periodo elettorale". "D’altronde - concludono Giubilo e Di Bella - nelle stesse edizioni di ieri sera comparivano simboli o bandiere elettorali alle spalle di esponenti politici di altri partiti, come spesso accade in campagna elettorale".

"Videolina non è di Berlusconi" Il Gruppo dell’Unione Editoriale a cui fa capo Videolina ha smentito che l’emittente televisiva appartenga a Silvio Berlusconi." Quanto affermato dal senatore dell’Idv Francesco Pancho Pardi secondo il quale Videolina è una emittente di proprietà di casa Berlusconi è totalmente falso. Videolina Spa - ha precisato in una nota la Società editrice - fa parte del Gruppo Unione Editoriale al quale appartengono anche l’Unione Sarda e Radiolina, la cui proprietà è del dott. Sergio Zuncheddu, unico azionista".

La mozione di sfiducia E il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro, presenta una mozione di sfiducia nei confronti del premier: "L’immagine ed il prestigio internazionale del nostro Paese appaiono gravemente compromessi dal comportamento del presidente del Consiglio - si legge in uno dei passaggi della mozione dell'Idv - che pare privilegiare un proprio interesse privato a continuare a gestire una posizione di potere politico a dispetto dell’interesse nazionale dell’intero Paese". "La sfiducia al governo presieduto dall’onorevole Silvio Berlusconi e lo impegna a rassegnare le dimissioni nelle mani del capo dello Stato".

Cosa prevede il regolamento La mozione ha davanti a sé una via parlamentare tutta in salita. Secondo il regolamento della Camera, infatti, per depositarla occorre il 10% delle firme dell’assemblea (63), mentre i deputati di Idv sono solo 27. Dichiaratosi indisponibile l’Udc, le firme utili dovrebbe fornirle il Pd, che però ha pronta una sua mozione di carattere più generale sulle responsabilità del premier ma senza la sfiducia.