Referendum, il 60% pensa di votare sì

Uno studio realizzato su un campione di duemila persone

I milanesi sono più informati, rispetto al resto degli elettori del Nord Italia, sul referendum del 12 e 13 giugno. E, sempre rispetto al resto d’Italia, sono più decisi (60 per cento) ad abrogare l’attuale legge sulla fecondazione assistita. Quella approvata dal parlamento.
Dati e percentuali sono forniti da «ProQuest Research&Consulting, Istituto di Ricerca e sondaggi d’opinione indipendente» che li ha raccolti nel corso del mese di maggio. Uno studio incentrato sulle intenzioni di voto degli italiani nelle regioni del Settentrione e con dati disaggregati dei milanesi, presentato dalla Federazione dei Liberaldemocratici in accordo con il «Comitato per il Sì». Il tutto è anche disponibile e scaricabile dal sito Internet www.milanocittametropolitana.org.
Dalla prima domanda risulta che, su un campione di 2mila intervistati, il 53 per cento degli elettori del Nord Italia sa che fra tre settimane si voterà per il referendum. Un dato che sale al 58,2 per cento (e dunque con un più 5.2 per cento) nella Provincia di Milano. Una differenza simile per quanto riguarda l’argomento della consultazione. Il 19,8 per cento in totale e il 23,4 a Milano sanno che si tratta di «referendum sulla procreazione assistita», rispettivamente il 22,7 e il 26,9 di un generico «referendum». Sconcertante il fatto che il 9,9 e il 11,2 a Milano siano assolutamente convinti che il 12 e 13 giugno si voti per una «consultazione amministrativa» o si tratti di «altro voto». Solo in questo caso, quindi, i milanesi sono mediamente, almeno a dar retta al sondaggio, più disinformati rispetto al resto dell’elettorato.
Una circostanza che preoccupa Marco Marsili. «Il raggiungimento del quorum necessario alla validità della consultazione - commenta il portavoce della Federazione dei Liberaldemocratici - è a forte rischio. Ben il 31,6 per cento è indeciso. Ed è proprio su questi indecisi che bisogna insistere, dando maggiore spazio sui mezzi d’informazione e in particolare sulla Rai che è la concessionaria del servizio pubblico».
Sono comunque anche di più milanesi che andranno a votare, anche se la differenza questa volta non è cosi marcata: il 46 per cento, rispetto al 44,7. Si dovrebbero astenere, invece, il 26 per cento dei milanesi contro il 23,8 dei restanti elettori. Decisamente contrari, invece, sotto la Madonnina all’attuale normativa. Addirittura il 60,3 per cento vorrebbero abrogare la Legge 40. Oltre l’11 per cento in più del restante campione. Significativo anche il 17,1 per cento di quelli che rispondono «non so», rispetto all’11,3 dei milanesi.
Stupisce senz’altro il dato secondo cui quasi il 30 per cento dei cattolici ambrosiani andranno a votare, mentre oltre il 33 per cento si asterrà e addirittura il 37 per cento è «indeciso/non sa». Schiacciante la scelta della maggioranza degli elettori del centrodestra: il 57,6 per cento non voterà, il 19,2 è indeciso, mentre il 23,2 si recherà alle urne. Granitico, invece, il centrosinistra, con l’82,2 per cento di votanti, l’8,9 di astenuti e un altro 8,9 di indecisi.