Referendum, tre milioni solo in straordinari

Le nuove tessere elettorali sono più grandi delle stampanti: per scriverci servono 3mila euro. In lista pure il ritiro estintori

Referendum, ma quanto mi costi. Fanno 6 milioni e 200mila euro (Iva compresa) per il solo Comune di Milano. Su per giù 12 miliardi di lire. «A totale carico dell’Amministrazione dello Stato», come precisa la proposta di delibera presentata dall’assessore Giancarlo Martella. Ma comunque soldi pescati nelle tasche del contribuente, perché a pagare è sempre Pantalone. Una vera e propria sberla, soprattutto tenendo conto del rischio «quorum non raggiunto» che, come auspicano i fautori dell’astensione, potrebbe lasciare tutto esattamente com’era il giorno prima. In materia di fecondazione assistita, non certo di bilancio dello Stato.
La spesa monstre sarà per le ore di «prestazioni straordinarie» richieste ai vari Uffici e Settori comunali per far funzionare la complessa macchina organizzativa: quasi 203mila che, all’«aliquota media» di 16,50 euro, fanno 3 milioni 346mila e 464. Di fronte ai quali sembrano bazzecole gli oltre 180mila euro di «spese impreviste non classificabili». Per tutto si parla di previsioni, sempre con l’impegno alla «massima razionalizzazione» e al «massimo contenimento della spesa». Quello che è certo è che per far funzionare gli uffici elettorali di sezione serviranno esattamente 1.157.421,08 euro. Il conto è presto fatto: 1.253 sezioni elettorali e 47 seggi speciali. Ai presidenti andranno 229 euro, ai quattro tra segretari e scrutatori 170. Come se non bastasse serviranno 4mila euro per «l’invio degli assegni ai componenti di seggio» e 8mila ore di prestazioni straordinarie per il Settore contabilità di Palazzo Marino. Ore che diventano addirittura 35mila (e ricordiamo che in media costano 16,50 euro) per il Settore anagrafe. Che chiede anche 200mila euro per «garantire il funzionamento degli uffici interessati dalle operazioni elettorali provvedendo all’acquisto di stampati, cancelleria varia, (...) nastri, carta autoadesiva». Ma anche per «agevolare la partecipazione al voto specialmente di elettori anziani e con difficoltà di spostamento». In più ci vorranno 21.500 euro per recapitare le tessere elettorali (7.615) ai nuovi votanti. E personalizzarne 6mila (cambio di residenza) con «etichette». Costo 3mila euro perché «l’ufficio elettorale è privo di stampanti e di macchine imbustatrici idonee, in quanto le buste eccedono le misure standard». Sono, invece, 252mila gli euro e 16mila le ore necessarie per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione dei dati ufficiosi. Nulla rispetto alle 60mila ore di straordinario richieste alla polizia municipale per «l’attività di raccolta e trasporto dati e di coordinamento».
Al risparmio, invece, il Settore pubblicità che potrà «riciclare» i mille tabelloni già utilizzati per le recenti elezioni Regionali. Basteranno 44.400 euro per la «sommaria pulizia e la rimozione» degli impianti. Ne serviranno però altri 6.500 per la «rimozione dei manifesti abusivi». Diecimila euro e 250 ore di straordinari chiede il Settore trasporti per il servizio ai «soggetti disabili a mezzo auto pubbliche». Basteranno, invece, 52 euro e 176 ore per i «disabili ospiti delle case di riposo». Ci vorranno, invece, 55mila euro (110 milioni di lire) per la «disinfezione e disinfestazione nelle sedi scolastiche destinate a sedi di seggio». (Ma lì non ci vanno già a scuola i bambini?). Il Gabinetto del sindaco non chiede soldi, ma 1.500 ore di straordinario, mentre 348mila euro serviranno per Depositi elettorali e Palazzo di giustizia (anche per «noleggio e ritiro di estintori» che forse non servono per giudici, avvocati e semplici imputati). In lista finiscono anche 3.900 ore «per garantire l’attività del Settore manutenzione strade». Manutenzione strade? Chiede 900 ore il Servizio nucleo intervento rapido «per l’esecuzione di opere urgenti nelle strutture edilizie». Preventivo 200mila euro, che son sempre 400 milioni. Per il «corretto funzionamento degli impianti elettrici nei locali sedi di seggi» serviranno 60mila euro e 2mila ore di straordinario. Ce ne vorranno altre 500 (ore di straordinario sempre a 16 euro e 50) per il «presidio e il pronto intervento» del Servizio elevatori. Semplicemente gli ascensori.

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