La Regione: "Misure inutili". E il sindaco spera nella pioggia

L’assessore Raimondi boccia le decisioni prese dai Comuni del Milanese. E Pisapia rinvia tutto al nuovo Ecopass di gennaio: «Un piccolo passo». <a href="http://www.ilgiornale.it/milano/il_si_fatica_dellhinterland__unemergenza... target="_blank"><strong>Il sì a fatica dell'hinterland: è un'emergenza</strong></a>

Una linea bocciata ancor prima che venga applicata. La decisione di fermare gli Euro 3 diesel per qualche giorno fa alzare le sopracciglia ai rappresentanti della Regione Lombardia. «Non ci saranno miglioramenti apprezzabili nell’abbassamento della concentrazione del Pm10 - decreta fin d’ora l’assessore lombardo all’Ambiente Marcello Raimondi -. Come Regione abbiamo già adottato provvedimenti draconiani, oltre cento, sui veicoli inquinanti». Ma, quando si è trattato di decidere quali veicoli fermare e quali no durante la settimana, il Pirellone si è reso conto che sarebbe stato inutile bloccare gli euro 3 diesel. Per questo ora prende le distanze dalla scelta di Pisapia che rilancia: «Questo è solo un primo passo».
Per di più il presidente Roberto Formigoni, che da anni ha abbandonato la ricetta delle domeniche a piedi e delle targhe alterne, fa notare che «non bisogna illudersi, la pianura padana è tra le più critiche del mondo». Combattere contro lo smog in un territorio in cui mancano le correnti d’aria è una battaglia dura. E se i blocchi e i divieti non sono serviti a livello regionale, figuriamoci in una sola città. Per Formigoni non si può certo paralizzare l’attività di Milano ma bisogna «fare scelte che contemperino la ricerca delle migliori condizioni ambientali possibili con lo svolgimento di un lavoro per i cittadini». Detto questo, oggi il Pirellone presenterà il nuovo piano per abbattere le polveri. La soluzione trovata non convince nemmeno l’ex assessore comunale alla Mobilità, Edoardo Croci: «La gestione delle criticità ambientali richiede un approccio strutturato e la valutazione dei costi e dei benefici sociali delle misure. Sono invece da evitare provvedimenti tampone estemporanei, fughe in avanti e marce indietro». Insomma, il metodo Pisapia non piace a nessuno. Anche i sindacati contestano la danza dei giorni scorsi (un passo avanti e uno indietro). Cioè: prima l’annuncio di un blocco quasi totale del centro della città e poi un ripensamento in corner con l’annullamento dell’ordinanza. «Quando si prende una decisione così - interviene il segretario della Camera del Lavoro Onorio Rosati - forse va meditata un po’ di più ma poi non si torna indietro». Il ripensamento, aggiunge il sindacalista, «mi sembra che sia il frutto di pressioni piuttosto che altro e questo genera nei cittadini disorientamento e anche cattivo giudizio sull’operato dell’amministrazione». A rendersi conto che l’antidoto ammazza smog non sono i blocchi ma interventi più radicali è anche il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà. «È necessario modernizzare le infrastrutture». La vera soluzione, stavolta, la porterà la pioggia.