RENZO ARBORE «Sogno di suonare in piazza Duomo»

Dategli la piazza e la farà cantare. No, non uno stadio, perché in fondo Renzo Arbore è fedele al suo motto, «Meno siamo, meglio stiamo» ed ha anche un'altra certezza: «Meglio un teatro quasi pieno che uno stadio semivuoto». A Roma, però, in piazza del Popolo arrivarono in 150 mila nel 2005, ma Arbore lo ricorda sotto voce e in piazza Duomo sogna davvero di cantare: «Va bene, anche una sera di nebbia - assicura lui - tanto, come diceva Totò sbarcando tutto intabarrato, in stazione Centrale “quando c'è, la nebbia è così fitta che non si vede”». Intanto Renzo Arbore approda di nuovo in Lombardia, in teatro, per due date del suo tour: domani a Bergamo e martedì a Milano. La sua Orchestra Italiana porta in giro Napoli in tutto il mondo e da oltre 15 anni ritrova un po' di Napoli in ogni platea, nel cuore di New York, come nelle vie di New Orleans, nel ritmo di Caracas, come al vento di Toronto. Arbore non ha dubbi: la canzone partenopea è pronta alla prova «camuno-lumbard»: «Non dimenticate che Gaetano Donizetti da Bergamo nel 1835 scrisse (l'attribuzione è quasi certa) la musica di Io te voglio benne assaa e di Canzone marenara, due capisaldi del repertorio napoletano». Se poi Arbore accenna a quell' O sole mio in versione cinese con cui ha definitivamente stregato, nella recente tournée da Pechino a Shanghai, il «far east», il messaggio è chiaro: «Già, la Cina - spiega Arbore -: ho letto dei disordini in zona Sarpi e la frequentavo anche io: spero che si sia trattato di una scossa di assestamento e che si trovi un modus vivendi perché noi in Cina siamo molto amati per le nostre eccellenze, anche musicali. Non perdiamo il treno della tolleranza». In scaletta Arbore e l'orchestra hanno un menù di almeno quattro portate: al repertorio napoletano, seguirà quello italiano, quindi quello umoristico da Il Clarinetto a Il materasso e dintorni, fino alle canzoni più televisive delle leggendarie Quelli della Notte e Indietro tutta «che altrimenti il pubblico non mi lascia andare via». Ma in tv Arbore tornerà mai anche «Dopo il tiggì»?: «Forse nel 2008, ma - avverte subito - ho sempre voluto fare l'artista, non il contabile: non sopporto i conticini dell'Auditel e se penso che una volta mi tagliarono anche Ella Fitzgerald!». Arbore non condanna i reality, ma li vorrebbe con qualche contenuto in più: «Non credo siano rappresentativi di tutta la fascia giovanile». In attesa del suo ritorno sul piccolo schermo, Arbore si gode su Rai Sat la quinta replica in due anni del suo Meno siamo, meglio stiamo.
Teatro Creberg Bergamo
domani sera ore 21
tel. 035 232239, 035 4160611, box Office 035 236787
Teatro degli Arcimboldi
martedì ore 21
tel. 02 641142212