Rincaro record per l'Rc moto, i centauri in rivolta

Secondo l'indagine del mensile «Dueruote» i rincari medi sarebbero del 10-12 per cento. Ma per alcune categorie ci sono picchi superiori al 100%. Sotto accusa il sistema del risarcimento diretto

Niente da fare: non c'è crisi globale, boom della disoccupazione o inflazione in picchiata che tengano: per gli utenti della strada le spese continuano a salire.
L'ultimo dato preoccupante arriva da un'indagine sull'assicurazione Rc moto fatta dal mensile Dueruote che conferma una precedente inchiesta dell'associazione Altroconsumo. Le rilevazioni del periodico svelano che in media i rincari delle polizze obbligatorie per i centauri sono nell'ordine del 10-12 per cento in media. Insomma ben oltre il tasso di inflazione, sempre più tendente allo zero.
Scendendo nel dettaglio e analizzando i dieci profili ipotizzati dall'indagine, si scopre che oltretutto che per alcune categorie di motociclisti si tratta di una vera e propria mazzata. Sarà un 2009 duro ad esempio per un manager cinquantenne di Messina, che vede la compagnia assicurativa più competitiva dello scorso anno proporre, per il suo profilo, un aumento del 139,24%, per la sola copertura di responsabilità civile di una Bmw R 1200 GS. Anche cambiando compagnia, lo stesso assicurato può cavarsela con un aumento «solo» del 40,95%.
Come si spiegano rincari così accentuati? Uno degli elementi di costo è senz'altro il rialzo dei massimali, che sono stati portati dal minimo di legge dello scorso anno (775.000 euro) ai 5 milioni di euro del 2009.
Ma per spiegare la differenza tra i 293 euro che il manager in questione avrebbe pagato nel 2008 e i 413 del 2009, il solo aumento dovuto ai massimali non basta E anche se quello citato da Dueruote è sicuramente un caso limite tra quelli evidenziati dall'indagine, la stessa Guida alle Assicurazioni Moto del mensile mette in luce che a pesare c'è almeno un altro fattore. «La causa dell'impennata - precisa il mensile - sta soprattutto nel sistema del risarcimento diretto, che scarica sulla stessa compagnia che ci assicura il costo dei nostri incidenti, anche quando non ne abbiamo colpa». Il risarcimento diretto non è altro che la prassi di far pagare il danno subito alla compagnia assicurativa del danneggiato. La società dovrà poi richiedere la somma alla compagnia di chi ha causato l'incidente. La norma, introdotta nell'ambito delle liberalizzazioni volute dall'ex ministro Bersani, aveva lo scopo di velocizzare i tempi dei rimborsi renderli più snelli abbattendo i costi.
In realtà le cose sono andate diversamente, anche perché le compagnie non sembrano essersi rassegnate così tranquillamente ad anticipare il denaro e finiscono per porre ostacoli che fanno lievitare i costi legali dei risarcimenti pur di ritardare il momento di sborsare. Chi ne fa le spese? Sempre l'assicurato che ora si trova la polizza rincarata.
Intanto sui blog dei motociclisti cresce un movimento di rivolta contro il risarcimento diretto. Una ribellione che non risparmia nemmeno le associazioni di consumatori aderenti al Cncu, l'organismo ufficiale che le raccoglie. Secondo i blogger, le associazioni dei consumatori pur di dare il via libera al risarcimento diretto avrebbero accettato di lasciar calare gli importi dei rimborsi. Mancano dati statistici per confermare queste accuse. Ma intanto, con la crisi in corso, i nuovi rincari rischiano di deprimere ulteriormente il mercato delle moto.