La rivolta Quanti scienziati smontano i dogmi ecologisti

L’ultima è di ieri l’altro. Alcuni hacker sono riusciti a entrare nei computer del Centro ricerche sul clima dell'University of East Anglia, nel Regno Unito, e rubato informazioni, comprese, soprattutto, alcune mail private tra luminari dell’ecologismo. Che rivelerebbero un’imbarazzante verità: gli scienziati del settore stanno esagerando il fenomeno del «global warming», il riscaldamento globale, manomettendo volontariamente gli studi pubblicati. Cosa che lo stesso direttore del dipartimento, Phil Jones, ha confermato, anche se si limita a dire che una sola email rivela l’uso di un trucco per alterare le temperature medie in un grafico.
La teoria antropogenica del riscaldamento globale, secondo la quale più del 90% del riscaldamento globale osservato sin dagli anni ’70 è dovuto all'intervento umano, mostra delle crepe. Almeno così hanno sostenuto già nel 2007 quattrocento scienziati che contestavano la base scientifica del Protocollo di Kyoto e del recente pacchetto-clima dell’Unione Europea. Scienziati diventati 650 nel dicembre 2008 e ora più di 700. Praticamente un’epidemia. Proprio nel dicembre 2008 questi scienziati, esperti nei diversi campi della climatologia, in un rapporto depositato al Senato americano esprimevano tutto il loro scetticismo. Si tratta della parola di premi Nobel o di appartenenti all'Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change), l’organismo creato all’interno dell'Onu per monitorare gli studi sui cambiamenti climatici, nonché uno tra i principali responsabili degli allarmi sul clima. Fra di loro figurano anche scienziati italiani, tra cui il fisico Antonino Zichichi, presidente della Federazione Mondiale degli Scienziati. «Sono scettico. Il riscaldamento globale è diventato una nuova religione» dichiarava Ivar Giaevar, premio Nobel per la Fisica.
«Il fondamento della tesi secondo cui le emissioni umane di gas serra sono la causa del riscaldamento è quasi del tutto basato sui modelli climatici»: così scriveva Joanne Simpson, prima donna al mondo a ottenere un Phd in meteorologia e definita «tra i più importanti scienziati degli ultimi 100 anni». Che aggiungeva: «Ora, tutti noi conosciamo la fragilità dei modelli riguardanti il sistema aria-superficie». Parole ancora più nette quelle del chimico giapponese Itoh Kiminori, collaboratore dell'Ipcc: «I timori per il riscaldamento sono il peggior scandalo scientifico della storia». «È una clamorosa bugia portata avanti sui media» affermava lo scienziato dell'atmosfera Stanley B. Goldenberg.
Infine, secondo Andrei Kapitsa, geografo russo: «I teorici di Kyoto hanno messo il carro davanti ai buoi. È il riscaldamento globale che provoca aumenti di biossido di carbonio nell’atmosfera, e non il contrario». E la rivolta è appena cominciata.