Roma, morto il cardiochirurgo Carlo Marcelletti

Si è spento all'ospedale San Camillo di Nancy, nella Capitale, il cardiochirurgo siciliano. Colpito da malore cardiaco, avrebbe compiuto tra due mesi 65 anni. Pioniere dei trapianti sui bambini, l'anno scorso era stato coinvolto in un'inchiesta per malversazione e abusi su una minorenne

Roma - E' morto oggi a Roma all'ospedale San Carlo di Nancy il cardiochirurgo Carlo Marcelletti. Secondo quanto si è appreso Marcelletti sarebbe stato colpito da un malore cardiaco questa mattina e sarebbe deceduto verso le 13 nell'ospedale romano. Il cardiochirurgo, nato a Maiolati Spontini in provincia di Ancona, avrebbe compiuto fra due mesi 65 anni. Pioniere dei trapianti sui bambini a maggio 2008 era stato coinvolto in un'inchiesta per malversazione e molestie su una minorenne: le vicende giudiziare lo hanno portato agli arresti domiciliari a Palermo. Dal novembre scorso aveva lasciato l'attività all'ospedale Civico.

Luminare dei trapianti E' legato al primo trapianto di cuore eseguito in Italia 10 febbraio dell'86 su di un bambino di Roma, Ivan di Fratta, una delle tappe più importanti della carriera di Marcelletti. Cardiochirurgo di fama internazionale Marcelletti si è laureato in Medicina e chirurgia all'Università Cattolica di Roma. Dopo la laurea si è perfezionato in cardiochirurgia in Inghilterra e negli Stati Uniti. Dal 1975 si è specializzato in cardiochirurgia pediatrica alla Mayo Clinic di Rochester (Minnesota). Nel 1978 ha fondato e diretto il centro di cardiochirurgia pediatrica dell'Accademisch medisch Centrum di Amsterdam. Rientrato in Italia, nel 1982 è diventato primario cardiochirurgo del dipartimento medico chirurgico dell'ospedale Bambin Gesù di Roma. Oltre ad aver effettuato il primo trapianto su un bambino, Maercelletti ha tentato la terapia chirurgica di malformazioni congenite del cuore in soggetti in età pediatrica.

Palermo e le gemelle siamesi Dopo un periodo di stop dall'attività chirurgica e di studio all'estero, Marcelletti si trasferisce a Palermo dove attualmente operava nella divisione di Cardiochirurgia Pediatrica dell'ospedale Civico. Nel mese di maggio del 2000 Marcelletti coordinò, insieme con il collega William Norwood della Dupont Foundation di Philadelphia, l'equipe di chirurghi che tentò di separare le sorelline siamesi di origine peruviana Marta e Milagros. Purtroppo il tentativo non riuscì e sulla vicenda si scatenarono polemiche di ordine etico sul fatto di scelgiere di mantenere in vita una bambina e non l'altra. Marcelletti era intervenuto solo in altri due casi analoghi, anche se meno gravi: nel 1989 il comitato etico dell' ospedale Bambin Gesù di Roma non diede l'assenso all'intervento e i gemelli, originari di Santo Domingo, morirono tre mesi dopo. Tre anni dopo, a Philadelphia, l'operazione fu autorizzata e uno dei bambini sopravvisse.

I guai giudiziari Il cardiochirurgo Marcelletti, morto oggi a Roma, era stato arrestato a Palermo esattamente un anno fa, il 6 maggio. Era finito ai domiciliari, nel residence di fronte al mare dell'Addaura, lungo la costa del capoluogo siciliano, con l'accusa di truffa, concussione e peculato e anche di produzione di materiale pedopornografico.