Allarme sanità: liste d’attesa fuorilegge per gli esami in ospedale

La sanità del Lazio è un colabrodo. Risonanze magnetiche, Tac ed elettromiografie non rispettano i tempi previsti dalla legge. Presto l’acquisto di nuovi macchinari

La sanità della regione Lazio è un colabrodo. Lo è da sempre. Ma ora arrivano i numeri a comprovare il fallimento. Tempi d’attesa fuorilegge per oltre la metà (14 su 26) degli esami diagnostici differibili nell’As1 Roma 4. Non è un caso che da queste parti il monitoraggio dei tempi di quattro specifiche prestazioni, effettuato dalla regione, svela che c’è una probabilità pari allo 0,0% di rispettare i tempi massimi previsti dalla legge.

Si tratta degli appuntamenti relativi alle risonanze magnetiche al cervello o tronco, alla colonna vertebrale, l’elettromiografia e la Tac del rachide. Proprio per risolvere i problemi della Tac all’ospedale di Civitavecchia stanno correndo ai ripari ed entro la fine dell’anno è atteso l’agognato acquisto di una nuova Tac computerizzata a 128 strati.

Perché, come ha scritto lo stesso primario del reparto di radiologia dell’ospedale San Paolo, segnala Il Tempo, “l’apparecchio Tac in dotazione all’ospedale di Civitavecchia è di ottima qualità, ma il suo intenso utilizzo ha fatto sì che si verificassero una serie di guasti di non sempre immediata risoluzione. Le crescenti esigenze diagnostiche della Asl impongono di avere in dotazione un’apparecchiatura dedicata agli esami in elezione e una agli esami in urgenza, anche per poter sopperire ad eventuali anomalie di funzionamento e, comunque, per non interrompere il servizio durante le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria”.

Entro la fine del mese partirà la gara per l’acquisto il cui costo ammonta a 518mila euro. E si spera che un giorno, al più presto, questi ritardi nella sanità vengano ridotti. Mentre è forse un’utopia che questi vengano addirittura azzerati.

Intanto possiamo dire, ad onor del vero, che il problema delle liste d’attesa unisce il nord con il sud del Paese. Visite oculistiche o screening per i tumori sono le prestazioni per cui i cittadini devono attendere più a lungo. A lamentarsi sono soprattutto coloro che risiedono nel Lazio, da cui arriva una lamentela su quattro.

Parla di attese in alcuni casi bibliche, il rapporto del ministero della Salute basato sulle telefonate arrivate al numero verde 1500, istituito per individuare le criticità relative alle liste d’attesa nella sanità pubblica. Le telefonate dei cittadini raccolte dagli operatori da ottobre a fine dicembre 2018 sono state circa 1.600 e sono arrivate soprattutto da Lazio (24%), Lombardia (13%), Campania (8.6%), Sicilia (8%) e Toscana (7.8%) e Puglia (6%). In particolare, il primato negativo in Italia spetta alla Asl Rm2 e la Asl Rm1 di Roma, che hanno raccolto più segnalazioni di criticità.