Casal Bruciato, bimbi ostaggio dell'immondizia. I genitori: "Preoccupati per la loro salute"

Emergenza rifiuti a Roma: il caso dell'asilo nido La Giostra, a Casal Bruciato, dove i bimbi non possono più accedere al giardino a causa degli odori pestilenziali emanati dall'immonidizia

Il campanello d’allarme sui possibili rischi sanitari connessi alle falle nel sistema di raccolta dell’immondizia, nella Capitale, è suonato già da un pezzo. La cataste di spazzatura lasciate per giorni a macerare sotto al sole non sono solo un’indecenza, ma un vero e proprio pericolo per la salute di grandi e piccini. Da quando Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi del Lazio, ha sollevato la questione denunciando la presenza di montagne di immondizia davanti alle scuole romane mentre gli studenti erano impegnati a sostenere gli esami di maturità, qualcosa si è mosso.

“Abbiamo lanciato un appello all’Ama affinché intervenisse ed abbiamo notato un certo miglioramento”, racconta Rusconi. Non nel caso del nido comunale La Giostra, in via Silvio Negro, a Casal Bruciato, dove la situazione rimane critica. Ogni giorno l’odore che sprigionano le montagne di pattume che incorniciano i quattro angoli del plesso scolastico è più intenso. C’è chi lo definisce “cadaverico e mefitico” e chi, invece, sostiene sia peggiore di quello del pesce andato a male. Al di là delle sfumature, il problema non cambia: l’aria è pestilenziale ed i bimbi del nido sono costretti a respirarla ogni giorno. “La puzza ci perseguita nonostante le continue segnalazioni”, ci spiega Emanuela, un’educatrice.

Così, l’unico modo per mettere al riparo i piccoli dalle esalazioni è quello di tenerli sigillati all’interno del nido. Niente più corse in giardino, né giochi sulle giostre, e neppure una finestra aperta, perché i cattivi odori si insinuano ovunque. “Non se ne vanno neppure quando passano a recuperare il pattume perché – si lamenta Emanuela – non igenizzano a fondo cassonetti”. Per debellare la puzza servirebbero dei macchinari ad hoc ma, come denuncia all’Agi Alessandro Russo, responsabile per l’Ama della Cgil, “non ci sono”. Quindi i miasmi rimangono ed attraggono animali di ogni tipo. Sono sempre più frequenti, infatti, le scorribande dei gabbiani. “Si vedono scene da film horror di gabbiani in picchiata come condor che divorano ratti e piccioni”, racconta Elena, che abita davanti al nido.

Le cose non vanno meglio per le famigliole che scelgono i vicini giardini di piazza Balsamo Crivelli, tappa fissa dopo il suono della campanella, per passare il pomeriggio. “Guarda quei cassonetti, sono solo l’antipasto”, dice polemica Claudia Spaziani, mamma di una bimba di dieci anni e membro del comitato dei genitori delle scuole di Casal Bruciato. “All’interno della piazza – rincara la dose – ci sono i cestini che traboccano e immondizia sparsa a terra”. Insomma, questa zona non è a misura di bambino.

In compenso, però, qui hanno trovato dimora “file di bagarozzi ed altri insetti che la notte escono dall’immondizia”. La speranza è che il IV Municipio “si decida a fare qualcosa perché è risaputo che con il caldo e la sporcizia arrivano le malattie”, afferma Claudia. Alle nostre telecamere, Antonio Magi, numero uno dell’Ordine dei medici di Roma, aveva fornito delle rassicurazioni: “La puzza non è nociva di per sé, ma è il segno dell’aumento della riproduzione batterica”. Quello che bisogna evitare, aveva aggiunto l’esperto, suggerendo di indossare dei guanti in lattice per conferire l’immondizia, è il contatto con materiali organici in putrefazione e liquami.

Soprattutto per bambini e soggetti fragili, come i malati oncologici, che rischiano “infezioni da contatto e gastroenteriti”. Stesso discorso vale per le feci di ratti ed altri animali, che sono veicolo di malattie infettive. “Ci piacerebbe – polemizza un giovane papà – che l’amministrazione locale si muovesse con la stessa solerzia con cui si è attivata per garantire l’alloggio popolare alla famiglia rom”.

Commenti

carlottacharlie

Ven, 28/06/2019 - 22:07

Che megera quella Raggi, lascia il pattume davanti ad un asilo, becera donnetta incapace. In tre anni non ha cavato un ragno dal buco 'sta stolta al cubo.