Fontana di Trevi, dietrofront della Raggi: alla Caritas le "offerte"

Le monetine che i turisti buttano esprimendo un desiderio dentro la Fontana di Trevi andranno alla Caritas con un netto dietrofront della Raggi che ora ci ha ripensato

La sindaca di Roma Virginia Raggi ci ha ripensato e con un netto dietrofront ha fatto tornare le monetine raccolte a Fontana di Trevi alla Caritas che le utilizzerà per i suoi progetti sociali.

È stata criticata aspramente a causa della decisione di "incassare" le offerte che i turisti buttano dentro "Il Fontanone" nella speranza di far avverare un desiderio, Virginia Raggi ora fa dietrofront ed ha convocato una riunione con i servizi sociali, dipartimenti di Cultura e funzionari di bilancio per spiegare bene la situazione. La raccolta delle monetine fruttava ogni anno un milione e mezzo, e ora il Campidoglio vuole capire bene come impiegarli e soprattutto come evitare brutte figure visto che anche l'Avvenire si è scagliato duramente contro la Raggi a causa della decisione di tenersi le monetine.

Il problema è di tipo "Teritoriale" riferisce Il Messaggero che spiega di come la Fontana di Trevi sia in realtà sul territorio del Comune di Roma e non della Curia e che quindi possa legittimamente utilizzare quei soldi come meglio crede, a patto però di fare i conti con le aspre critiche che possono piovere da chi quei soldi li ha sempre utilizzati per aiutare i più bisognosi. E stiamo parlando della Caritas, una macchina gigantesca che ogni giorno muove 5mila volontari, 51 opere che si dividono tra mense e ristori per i più bisognosi oltre ad alloggi e ostelli messi a disposizione di chi una casa non ce l'ha più, 145 centri di ascolto parrocchiali oltre a quelli domiciliari e carcerari. Una macchina del genere ha necessariamente bisogno di fondi e donazioni per potersi muovere. La via d'uscita potrebbe essere quella del cosiddetto "Protocollo Caritas" che sancirebbe il fatto che quei soldi non appartengono alla Caritas direttamente ma il comune potrebbe esercitare un "Controllo di Trasparenza" riferisce sempre Il Messaggero. Quindi quei soldi potrebbero passare prima all'interno del bilancio comunale per poi tornare alla Caritas in maniera tale da rendere il tutto più "pulito e trasparente" possibile come si richiede oggi ai comuni.

La Raggi è dovuta quindi ricorrere ai ripari dopo che moltissimi avevano criticato la sua memoria, giunta al Campidoglio che prorogava di 3 mesi l'utilizzo degli "spiccioli" della fontana dal 31 dicembre. Quindi, ad aprile i soldi dei turisti sarebbero stati intascati direttamente dal comune come "donazione". Ma il problema sarebbe stato anche un altro: ogni turista che si reca a far visita al famoso capolavoro del Salvi e del Panini in realtà nel momento in cui lancia una monetina non sta seriamente pensando di fare una donazione a Roma, la sua concentrazione è totalmente rivolta all'esprimere un desiderio. È quindi un altro groviglio da sciogliere per la giunta Raggi.

Il dietrofront è stato altamente voluto da Stefano Pedica del Pd, il quale ha anche commentato dicendo:"L'impegno della Caritas va premiato e non definanziato".

La pulizia della Fontana di Trevi spetta ad Acea, questa società oltre a raccoglierle deve anche effettuarne il conteggio. Generalmente le offerte dei turisti fruttano circa 1,5 mln di euro all'anno, soldi destinati ad oliare il meccanismo Caritas che si occupa dei più bisognosi.

Commenti

Antenna54

Lun, 14/01/2019 - 10:28

Come al solito dicono una cosa e subito dopo l'esatto contrario. Non hanno un minimo di coerenza, tutto è improntato ad acquisire consenso.

Beaufou

Lun, 14/01/2019 - 10:36

Certo che se le sorti della capitale devono essere legate alle monetine gettate nella fontana di Trevi, siamo a posto... Ahahahah. Raggi, ma mi faccia il piacere! Ri-ahahahah.

Epietro

Lun, 14/01/2019 - 11:19

Meglio alla Caritas oppure chiudere un pò di buche sulle strade che creano non pochi incidenti? Un milione e mezzo alì'anno non sono proprio pochi. Ma tanto poi se non ci arrivano gli chiedono agli italiani e non ai romani.

Sceitan

Lun, 14/01/2019 - 12:01

E' bastata una telefonata di soros che gli ha ricordato gli impegni presi e sopratutto, che i suoi complici non vanno trattati cosi'.

Vigar

Lun, 14/01/2019 - 12:09

Pensa troppo questo genio di donna....

Adespota

Lun, 14/01/2019 - 12:35

Non capisco il senso dell'articolo: un esponente dell'opposizione si oppone ( che stranezza) e allora si cambia la delibera gia' presa? Assurdo. Se davvero i soldi fossero stati destinati ai beni artistici, non sarebbe stata una idea malvagia, tenuto conto che la Caritas ha un bilancio di circa 100 milioni l'anno e che di questi circa due milioni vanno in stipendi ( bilancio 2017) ovviamente per fare volontariato. Inoltre attinge sia dal 5 sia dall'8 per mille dalle tasche degli italiani. Potrebbe anche bastare o no?

silvano45

Lun, 14/01/2019 - 13:05

Non basta 8per mille il 5 per mille no imu che questo clero e il Vaticano facciano un po di dieta meno auto blu meno scandali meno palazzi meno croci oro.... meno politica ...ma la Sindaca del cambiamento ha deciso di non cambiare.

DRAGONI

Lun, 14/01/2019 - 13:11

LA POTENZA DEL VATICANO .....E I RELATIVI VOTI HANNO COMPIUTO IL MIRACOLO. LA RAGGI NOVELLA CONVERTITA , COME SAN PAOLO, HA RITRATTATO E RITIRATO UNO OVVERO IL SOLO PROVVEDIMENTO CHE I ROMANI FORSE AVEVANO APPREZZATO .

Ritratto di Flex

Flex

Lun, 14/01/2019 - 13:29

Era meglio dedicarle alla pulizia e manutenzione dei monumenti

Giorgio Colomba

Lun, 14/01/2019 - 13:30

L'ha pestata bella grossa ed i miasmi l'hanno indotta alla resipiscenza.

Scirocco

Lun, 14/01/2019 - 14:02

Se parliamo veramente di 1,5 MILIONI di euro, la Caritas che se li prende così gratis et amore Dei e senza fare fatica, ci paga sopra le tasse come fanno tutti gli Italiani. Comodo fare onlus, fondazioni e similari tutte legate alla chiesa che così non pagano tasse, successione in caso di donazioni o eredità, ICI, IMU ect ect. Devono pagare le tasse esattamente come tutti i comuni mortali Italiani.

Ritratto di Pilsudski

Pilsudski

Lun, 14/01/2019 - 14:11

Malissimo. I soldi della CARITAS servono a foraggiare immigrati clandestini, spacciatori, stupratori, scafisti, "coop sociali" con addetti che godono di stipendi da 5000 Euro netti al mese ecc. La Raggi doveva continuare la politica di dieta dimagrante forzata imposta da Salvini a questa pleiade di "benefattori", perennemente beneficiati dalla mungitura della vacca-Stato. E' di qualche giorno fa la notizia, pubblicata dal "Giornale", che le coop PD non avendo piu' soldi in cassa cominciano a licenziare i cosiddetti "volontari"... ed ovviamente accusano il Ministro dell'Interno di "aumentare la disoccupazione" (!).

Albius50

Lun, 14/01/2019 - 14:27

Ci ha ripensato però perché solo la CARITAS?

Ritratto di bandog

bandog

Lun, 14/01/2019 - 14:30

per l'unica volta che avevi preso una decisione giusta e saggia,ci ripensi??ma allora dillo che sei..grullina!!

Ritratto di Farusman

Farusman

Lun, 14/01/2019 - 14:31

Mi spiace ma la Raggi ha fatto male a ripensarci. Quei soldi, che ammontano a più di un miliardo di € non devono andare ai preti. Devono servire per i monumenti romani oppure per ridare abitazione dignitosa ai senzatetto.

giancristi

Lun, 14/01/2019 - 14:46

Bella scemata! Cero ha paura dei cardinaloni della Cei.

Trinky

Lun, 14/01/2019 - 18:34

Dai che alle prossime elezioni non ci sarai più a elargire le prebende alla caritas.......

cgf

Lun, 14/01/2019 - 19:01

a nessuno è mai venuto in mente come mai dalla 'finanza creativa' venne fuori l'8/000? Se ai vari destinatari, non c'è solo la Chiesa Cattolica, permetti di avere legalmente ed in modo trasparente delle donazioni, questi farebbero opere caritative come mense per i poveri, sono sempre esistite, raccolta indumenti, dormitori, prima assistenza, etc tutte cose che altrimenti sarebbero a TOTALE carico dello Stato con una richiesta di risorse ben maggiori, innanzitutto lo Stato non può chiedere a decine di migliaia di persone di fare i lavori gratis... solo di stipendi! Questo non pensa mai nessuno? pare di no.