Nuova emergenza rifiuti a Roma, le strade piene di monnezza

Scaduta e non rinnovata, nonostante gli annunci del Campidoglio, l’ordinanza regionale che poteva dare nuovo ossigeno alle vie della capitale

Esiste una drammatica questione rifiuti nella capitale che non accenna a placarsi. Le ultime notizie parlano di una diatriba tra regione Lazio e comune per porre fine all’emergenza. Ma qualcosa è andato storto. Ecco gli sviluppi. L’ordinanza sulla monnezza firmata dal governatore, Nicola Zingaretti, scaduta ieri, nonostante gli annunci, non è ancora stata rinnovata.

A dire il vero ieri il sindaco di Roma, Virginia Raggi, è parsa convinta che tutto filasse liscio. Eppure qualcosa non ha funzionato nonostante le distensioni politiche e il clima di accordo governativo tra Movimento 5 Stelle e Pd. La regione, in effetti, non ha voluto smentire pubblicamente la sindaca ma c’è da sapere che il rinnovo, qualcosa che darebbe ossigeno al comune sull’affare rifiuti, non è arrivato.

Conseguenze? Ieri in molti quartieri di Roma i cassonetti sono tornati a strabordare di spazzatura che evidentemente l’Ama non ha raccolto non sapendo come disfarsene. La situazione, insomma, resterà in stallo per qualche altro giorno. Ed è probabile che ci si possa trovare di nuovo di fronte all’emergenza già vissuta all’inizio dell’estate.

Nel frattempo, scrive il Tempo, in regione sarebbe arrivata la richiesta del Dipartimento Ambiente del Campidoglio di prorogare fino a fine novembre anche l’autorizzazione ambientale al sito di Ponte Malnome che avrebbe dovuto chiudere a breve e con l’impegno di Ama di trovare soluzioni alternative prima della nuova scadenza.

C’è poi da considerare che si avvicina lo sciopero generale del 25 ottobre prossimo: quel giorno, venerdì, incroceranno le braccia tutti i dipendenti del Campidoglio e delle Municipalizzate. A meno di interventi del garante dell’ultimo minuto, quello sarà davvero un venerdì nero per i romani che potrebbe aggravare il dramma sporcizia tra le vie di Roma.

E mentre i sindacati continuano a protestare, proprio davanti alle organizzazioni sindacali, il nuovo amministratore unico di Ama, il grillino Stefano Zaghis, è costretto alla resa: “Non ci sono le condizioni per arrivare al 70% di raccolta differenziata a Roma”. Il che non è di certo una buona notizia.