Onlus fa fuggire migranti: l'appalto valeva 3 milioni di euro

La Virtus Italia aveva stipulato col Comune un contratto da 2,7 milioni di euro

Abbandono di minori, falso e frode in pubbliche forniture. Questi i reati ipotizzati dalla procura di Roma, a carico dei 25 indagati, 16 dei quali sono stati arrestati, nell'ambito dell'operazione condotta dalla polizia locale, che ha visto coinvolta una onlus.

Sono finiti in manette il presidente dell'associazione Virtus Italia onlus e il responsabile del centro di primissima accoglienza, che avrebbe dovuto fornire le prime cure ai migranti minorenni non accompagnati. Secondo le accuse, la onlus registrava i migranti minorenni al momento del loro arrivo e poi li agevolava nella fuga dal centro, lasciando aperto i cancelli di notte e indicando loro le stazioni più vicine della metropolitana di Roma. Dalle indagini è emerso che, tra il 2017 e il 2018, sono stati 58 i ragazzi, tra i 9 e i 17 anni, fatti fuggire dalla struttura.

Ma, per ogni migrante che accoglieva, la Virtus percepiva un importo di almeno 87 euro, cui potevano aggiungersi anche 30 euro di quota variabile. L'associazione, si era aggiudicata l'appalto e aveva stipulato col Comune un contratto da quasi 3 milioni di euro, per la precisione 2 milioni e 700mila euro. Per ottenere i fondi, i responsabili o gli operatori della onlus presentavano documenti per i minori che prendeva in carico, ottenendo i soldi che l'amministrazione fornisce ha chi si prende la responsabilità sui minori non accompagnati. Poi i membri del centro aiutavano i ragazzi a scappare, salvo poi andare a denunciare l'allontanamento volontario dei migranti minorenni.