Roma, carabiniere colpì uno straniero, ora alla sbarra

Sotto processo il carabiniere Renato Rapone, che nel 2016 colpì con un pugno un cittadino moldavo. Il militare è accusato di lesioni e abuso di autorità

Sta avendo luogo in questi giorni il processo che vede come imputato un carabiniere in servizio a Roma, reo di aver abusato della propria autorità e di aver colpito senza alcuna valida motivazione un cittadino straniero.

L’episodio era avvenuto una mattina del lontano 2016, per la precisione il 14 di settembre. Stando a quanto dichiarato dall’accusa, il militare si trovava in via Monte del Finocchio quando è sceso dalla propria Golf ed ha fatto fermare una Panda, intimando al conducente del veicolo di uscire. L’uomo, prossimo ad entrare in servizio, indossava già la divisa e probabilmente per questa ragione il conducente della Fiat si era affrettato a scendere dal veicolo. Si trattava di un giovane extracomunitario di nazionalità moldava.

Non si conoscono le ragioni che hanno portato il carabiniere ad agire in quel determinato modo, di certo sappiamo solo che ad un tratto Rapone ha sferrato un pugno allo straniero, per poi tornare a bordo della propria auto e dirigersi a lavoro. Ad assistere all’intera scena una pattuglia della guardia di finanza di Roma, che in breve ha raggiunto il moldavo sperando di ottenere dei chiarimenti in merito all’accaduto. Questi, ancora scosso, non avrebbe saputo spiegare il perché dell’aggressione appena ricevuta. I finanzieri, dunque, non hanno potuto fare altro che prendere nota del fatto e denunciare il collega ai loro diretti superiori. Lo straniero, che aveva riportato una lieve ferita, era stato invece accompagnato al pronto soccorso.

Per quanto accaduto due anni fa, il militare si trova adesso alla sbarra, come richiesto dal pubblico ministero Corrado Fasanelli. I reati imputatigli sono quelli di lesioni e abuso di autorità. Per l’accusa, infatti, non sussiste alcuna ragione che possa giustificare il comportamento tenuto dal carabiniere del nucleo radiomobile.

Durante il dibattimento il moldavo, assistito dal legale Carmelo Antonio Pirrone, si è costituito parte civile.