Dipendente dell'Agenzia delle Entrate arrestato per corruzione, tra i "clienti" c'è anche un attore

Sono scattate le manette per un dipendente romano dell'Agenzia delle Entrate che sgonfiava le tasse in cambio di mazzette. Tra i clienti indagati c'è anche l'attore Carlo Giuffré

Sembra proprio che il dipendente romano dell’Agenzia delle Entrate Orazio Orrei avesse delle tariffe standard. Una specie di listino prezzi. E che per soli 25 euro manipolasse qualsiasi tipo di pratica garantendo ai suoi clienti uno sconticino sulle tasse o qualche sgravio fiscale.

Chi ha condotto le indagini sul suo conto parla di più di 2mila pratiche alterate tra il primo gennaio 2015 e il 17 febbraio 2016. L’attività, stando all’ammanco di 550mila euro procurato sinora all’Erario, fruttava bene. Suo sodale in affari e procacciatore di clienti era il commercialista Maurizio Sinigagliesi. Adesso per entrambi sono scattare le manette e dovranno rispondere delle accuse di corruzione e frode informatica. Il bubbone, come ripercorre Il Messaggero, è scoppiato nel 2016 da un whistleblowing. Ossia dalla denuncia anonima di un collega che ha sorpreso il dipendente pubblico a contare i soldi di una tangente in un bar. Parte da lì l’inchiesta che ha portato il gip Anna Maria Fattori a firmare l’ordinanza di arresto.

Nel polverone giudiziario sono finiti anche nomi noti come l’attore Carlo Giuffré e sua moglie Lidia Panicali. Per l’accusa avrebbero dato al funzionario mille euro in due tranche e ottenuto, dal 2010 ad oggi, 65.725 euro tra “omessi versamenti d’imposta e indebiti riporti di credito”. Anche il figlio dei Giuffrè, il regista Francesco, era in contatto con Orrei. Tra i beneficiari del sistema illecito ci sarebbe pure una dirigente della Farnesina. Ma se a qualcuno veniva spillato denaro, ad altri, venivano chiesti dei favori. Sarebbe il caso di Roberto D’Arpino e Stefano Iaffaldano, rispettivamente responsabile e collaboratore di un Caf, che in cambio di alcune agevolazioni sulle pratiche avrebbero assunto la figlia di Orrei.

Questo però non è un caso isolato. I dipendenti indagati e condannati per corruzione e accesso abusivo al sistema informatico sono diverse centinaia. Secondo i dati forniti dalla stessa Agenzia delle Entrate, infatti, solo nel 2017 le persone finite sotto inchiesta sono 562 di cui 107 sono state condannate in via definitiva.