Smantellata piazza di spaccio. Trenta euro per una dose di eroina

Un giro d’affari che si aggirava intorno ai 325mila euro al mese. Il gruppo di spacciatori aveva contatti con narcotrafficanti della malavita campana

Trovare l’eroina gialla a Roma non era mai stato così facile. Trenta euro per una dose da 0,20 grammi con una percentuale di purezza variabile tra il 23% e il 38%. Piazza di spaccio del quartiere Aurelio smantellata. L’operazione dei carabinieri ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 17 persone di cui 9 in carcere, 5 sottoposti agli arresti domiciliari, 2 a divieto di dimora a Roma e una all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Nel corso dell’indagine (iniziata nel febbraio scorso) erano già state arrestate 13 persone in flagranza di reato, trovate in possesso complessivamente, nelle varie occasioni, di 2,170 chilogrammi di eroina e circa 5.700 euro in contanti.

Gli arrestati sono stati trasportati presso le carceri di Roma e Viterbo, o accompagnati ai rispettivi domicili in regime di detenzione. Chi voleva la droga doveva recarsi nel quadrilatero dello spaccio all’Aurelio con confini ben delineati tra il capolinea Atac e Cotral. Le fermate della metro Cornelia e Battistini e i giardinetti della zona, nell’area compresa tra via Gregorio VII e piazza di Villa Carpegna, fino a piazza Giureconsulti e via della Pineta Sacchetti.

In quel tratto di città, negli ultimi mesi, sarebbero state vendute circa un centinaio di dosi al giorno. Un giro d’affari notevole che si aggira intorno ai 325mila euro al mese per il gruppo di spacciatori che aveva contatti con narcotrafficanti della malavita campana. Compravano le sostanze stupefacenti a Caserta per poi rivenderle nella capitale.

I clienti più affezionati erano italiani tra i 25 e i 60 anni, residenti di zona ma non solo. Alcuni arrivavano per avere una dose anche dal litorale nord. Da Civitavecchia o Cerveteri. L’Aurelio era così diventata la piazza di spaccio dei pusher proveninenti da Torre Maura, Alessandrino e Madonna del Riposo.

L’indagine ha consentito anche di localizzare le basi in cui avvenivano le operazioni di taglio e di confezionamento dell’eroina: nei quartieri Casale Lumbroso e Borghesiana. Qui giungeva tramite corrieri nigeriani che la trasportavano in involucri ingeriti per eludere qualsiasi controllo della polizia.