Rossoblucerchiati in debito di ossigeno

Dopo il 6-1 di Napoli e il 3-0 di Cagliari, ecco il 5-3 di Palermo, 14 gol subiti dal Grifo nelle ultime 3 trasferte. Ho scritto, a commento della brillante vittoria del Genoa sull'Udinese: «Grifone nuovamente a ridosso delle Sette Sorelle. E da lì, con uno Sculli in più, chi lo scardina più?». Sapendo da una vita che il calcio fa parlare e tacere nel giro di una settimana, mi sarebbe convenuto risparmiarmi. Ma non aveva ordinato il medico che pedine fondamentali come Rossi, Veloso e Constant raggiungessero immediatamente in infermeria compagni altrettanto importanti come Kaladze, Dainelli e Antonelli. Il che spiega quasi tutto. Eppoi non è che il Grifo, notoriamente inerte contro i palloni da calcio piazzato e specificamente schiantato dai rosanero sul piano fisico, non sia ancora lì, a ridosso delle Sette Sorelle. Cosa mi sento di consigliare a breve-medio termine? Al giudizioso Marino, che in fase d'emergenza umilmente si tuteli col «3-5-2» più corposo possibile: in cui Jankovic può solo dare in cambio, a gioco in corso, a Sculli o Gilardino o Palacio. Al vulcanico Preziosi, che faccia chiarezza nell'ultima settimana di mercato, consegnando all'allenatore una «rosa» di 22 giocatori affidabilmente sani e rigorosamente convinti di vestire in rossoblu.
Sta (forse) per arrivare da Cesena il talentuoso brasiliano Eder. Basterebbe? Il 12° pareggio raccolto dalla Sampdoria in 23 partite tenderebbe a far propendere per il sì o almeno per il nì, mentre il «modo» purtroppo indirizza decisamente al no. Nell'abituale grigiore blucerchiato ante Padova, solo il fragile ma assatanato bomber Pozzi (due o tre spunti alla Boninsegna) fa un promettente passo avanti, mentre la Sampdoria «tout court» ne fa sconsolatamente molti indietro: a cominciare dal centrocampo - tradito dall'inedia degli esterni Berardi e Castellini - in cui Obiang (che non è un regista, al pari di Palombo) risulta stranamente frenato e Juan Antonio normalmente trasparente. Ciò che maggiormente allarma è il comandante Iachini che a giochi fatti sistematicamente ti racconta un'altra storia. Un po' come il prode Cavasin quando, stralunato, assicurava: «Sono un fenomeno. Stiamo facendo miracoli». Tanto per dire: contro il Livorno lasci in campo «quel» Castellini per tutta la partita e «quel» Don Juan per 85' in sfavore di Foggia e metti dentro per 5-minuti-5 al posto dello sfinito Bertani il caterpillar Piovaccari che semmai avrebbe bisogno di giocare-giocare-giocare, e hai il coraggio di venire a raccontarci quella dell'uva? Cari signori Garrone, vi prego ascoltatemi. Concentriamoci industrialmente sul vile denaro. Sensibile ha clamorosamente sbagliato la campagna di mercato estiva e sta sbagliando l'invernale. Chiamando in panchina Calori, rifilandovi Don Juan e valorizzando El Kaddouri il Brescia ha vinto 4 partite in fila (8 gol fatti, zero subiti) e vi ha beffardamente scavalcati. La retrocessione vi è costata lo spreco di una cinquantina di milioni di euro. La mancata promozione vi costerebbe molto di più per diritti televisivi, sponsor, incassi, immagine e minusvalenze. Umilmente, cioè intelligentemente, prendete subito - non ora, ieri! - l'affidabile Direttore Generale (rigidamente svincolato da Milano e Roma) che avete promesso di assumere a giugno, quando sarà probabilmente troppo tardi. Non sprecate altri milioni di euro a vanvera, oltretutto facendovi insultare.